Legge elettorale, il Psi strappa le tessere e chiede a Mattarella di non firmare

43
Legge elettorale, protesta del Psi con le tessere

La segreteria nazionale del Psi protesta contro la riforma elettorale; i socialisti vicentini chiedono al Quirinale di rinviarla alle Camere.

La legge elettorale Psi diventa oggetto di una protesta simbolica alla conclusione della Festa nazionale dell’Avanti! di Campobasso. I membri della segreteria sono saliti sul palco e hanno strappato facsimili delle tessere elettorali, come riferisce la sezione vicentina del Partito socialista italiano.

Il segretario nazionale Enzo Maraio definisce la riforma un meccanismo costruito per favorire una parte politica. È una valutazione di parte, inserita nel confronto nazionale sulle regole del voto e sulle condizioni richieste alle forze minori per presentarsi alle elezioni.

Il dibattito si collega alle altre posizioni politiche sulla riforma della legge elettorale. Il segretario provinciale Luca Fantò aggiunge la richiesta dei socialisti vicentini al presidente Sergio Mattarella: non promulgare il testo e rinviarlo alle Camere nei punti ritenuti incostituzionali.

Legge elettorale Psi, le alleanze discusse alla Festa dell’Avanti

Alla manifestazione di Campobasso sono intervenuti, tra gli altri, Giuseppe Conte, Elly Schlein e i portavoce di Alleanza Verdi e Sinistra Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni. Il comunicato socialista riferisce inoltre la disponibilità attribuita a Conte a sostenere un’eventuale raccolta di firme necessaria alla presentazione del Psi.

Un altro confronto, con Alessandro Onorato, Riccardo Magi ed Enzo Maraio, ha riguardato la possibilità di costruire una componente programmatica ed elettorale aggiuntiva nel campo largo. I socialisti la descrivono come una “quarta gamba” accanto a Pd, Avs e Movimento 5 Stelle.

La protesta delle tessere strappate non modifica l’iter parlamentare, ma rappresenta la posizione politica assunta dalla segreteria nazionale e rilanciata dalla federazione vicentina. Il confronto resta affidato alle Camere e alle successive valutazioni istituzionali previste dall’ordinamento.