
Rifondazione Comunista annuncia per lunedì 14 settembre un presidio al Senato contro la soglia di 450mila firme prevista per le liste non rappresentate.
Un presidio al Senato è stato annunciato per lunedì 14 settembre alle 17 contro una norma sulla raccolta delle firme per la presentazione delle liste elettorali. A promuovere la partecipazione è Maurizio Acerbo, segretario nazionale del Partito della Rifondazione Comunista, che contesta l’ipotesi di innalzare ad almeno 450mila le sottoscrizioni richieste ai partiti oggi non rappresentati in Parlamento.
La posizione è contenuta in una nota diffusa da Acerbo dopo un confronto con Alessandro Onorato. Il segretario di Rifondazione invita democratici e antifascisti a partecipare alla mobilitazione davanti a Palazzo Madama e definisce la misura «liberticida» e incompatibile con i principi costituzionali di uguaglianza e partecipazione politica. Si tratta di valutazioni politiche attribuite al promotore dell’iniziativa.
Il tema si inserisce nel confronto sulle regole di accesso alla competizione elettorale e sulle condizioni applicate alle forze prive di rappresentanza parlamentare. Una precedente mobilitazione nazionale promossa da organizzazioni politiche e associative era stata raccontata nell’articolo sul presidio davanti a Montecitorio, anch’esso incentrato sul rapporto tra iniziativa legislativa e libertà di partecipazione.
Presidio al Senato, le contestazioni di Rifondazione Comunista
Acerbo sostiene che la nuova soglia sarebbe di fatto irraggiungibile per le liste non presenti nelle Camere, mentre i partiti già rappresentati godrebbero di esenzioni totali o parziali. Secondo il segretario del Prc, questa differenza produrrebbe una barriera all’esercizio dei diritti politici e un vantaggio per le formazioni parlamentari.
Nella nota viene inoltre rivolto un appello al Presidente della Repubblica affinché valuti la compatibilità della disposizione con gli articoli 48 e 51 della Costituzione. Il primo riguarda il diritto di voto, mentre il secondo disciplina l’accesso dei cittadini alle cariche elettive in condizioni di uguaglianza. Rifondazione presenta dunque la protesta come una questione di garanzie democratiche, oltre che come una battaglia tra partiti.
Acerbo collega la norma alla prospettiva delle elezioni politiche del 2027 e accusa Fratelli d’Italia e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni di voler ridurre lo spazio per le liste esterne all’attuale Parlamento. Anche questa ricostruzione appartiene alla valutazione politica espressa dal segretario del Prc e non costituisce un fatto autonomamente accertato.
Il presidio al Senato è quindi convocato per le 17 di lunedì. La partecipazione annunciata da Rifondazione Comunista punta a portare fuori dall’aula il confronto sulla raccolta delle firme e sulle condizioni necessarie per presentare liste alle prossime elezioni.































