Paesaggi spugna contro siccità e alluvioni, il progetto europeo fa tappa nel Vicentino

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Paesaggi spugna nel Vicentino per la gestione sostenibile delle acque

Il progetto europeo SpongeScapes studia soluzioni naturali per trattenere l’acqua e ridurre i rischi climatici, con visite a Schio e Santorso.

Paesaggi spugna nel Vicentino: il progetto europeo SpongeScapes porta tra Schio e Santorso una giornata di studio dedicata alla gestione sostenibile delle acque. L’iniziativa, descritta nella pagina dell’Università di Padova dedicata a SpongeScapes, mette a confronto interventi capaci di assorbire, conservare e rilasciare gradualmente l’acqua, aiutando territori urbani e rurali ad affrontare alluvioni e periodi di siccità.

SpongeScapes è un progetto Horizon Europe attivo dal 2023 al 2027, con dieci partner di otto Paesi. Per l’Italia partecipa il Dipartimento Territorio e Sistemi Agro-Forestali dell’Università di Padova. Durante l’assemblea generale ospitata a Legnaro dal 15 al 17 settembre, ricercatori e tecnici visitano alcune esperienze realizzate tra le province di Padova e Vicenza.

La prima tappa vicentina è il bacino di laminazione agricolo di Giavenale, a Schio, progettato per ridurre il rischio di allagamenti e conservare acqua nei periodi asciutti, offrendo anche benefici ecologici. A Santorso vengono osservati giardini della pioggia, aree di bioritenzione e pavimentazioni permeabili monitorati dall’Università. Sono interventi coerenti con l’esigenza di conoscere e prevenire le criticità idrauliche già censite nel territorio di Schio. Il programma comprende inoltre il Bosco Limite di Carmignano di Brenta, grande area forestale d’infiltrazione.

Paesaggi spugna nel Vicentino, dalle prove locali alla scala territoriale

Il principio è semplice: suoli, vegetazione e corsi d’acqua possono funzionare come una spugna, rallentando il deflusso e accumulando risorse idriche. La complessità sta nel trasformare singole opere in una rete efficace, integrata nella pianificazione territoriale e nella gestione ordinaria di città, campagne e infrastrutture.

Vincenzo D’Agostino, direttore del dipartimento TESAF e responsabile scientifico del progetto per l’Università di Padova, richiama l’attenzione sulla permeabilità dei suoli, indicata anche dalla normativa europea sul ripristino della natura. La sfida, spiega, è passare dalle soluzioni locali alla dimensione del paesaggio, verificando risultati, costi e possibilità di replicazione.

Le esperienze dei paesaggi spugna nel Vicentino diventano così casi di studio europei. Il confronto sul campo consente di misurare come interventi agricoli e urbani possano contribuire insieme alla sicurezza idraulica, alla disponibilità d’acqua e alla capacità dei territori di adattarsi al cambiamento climatico.