Schio, presentato il nuovo Piano delle Acque: censite 25 criticità idrauliche e finanziati due bacini di laminazione

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piano acque schio

Il Comune di Schio ha presentato ufficialmente alla cittadinanza, in un incontro pubblico al Faber Box, il nuovo Piano Comunale delle Acque, uno strumento strategico già adottato dal Consiglio Comunale lo scorso aprile.

All’appuntamento hanno preso parte i progettisti Vincenzo Bixio e Anna Chiara Bixio dello studio Nordest Ingegneria, i quali hanno illustrato un’analisi sistematica dell’intera rete idrografica locale. Lo studio ha permesso di censire sul territorio venticinque specifiche aree di criticità idraulica, per ciascuna delle quali è stato elaborato un dettagliato intervento risolutivo attraverso schede tecniche che ne analizzano cause e soluzioni.

L’elaborazione del Piano nasce dalla necessità di rispondere a problematiche strutturali accumulatesi in decenni di urbanizzazione accelerata, che hanno portato all’impermeabilizzazione dei suoli, all’eliminazione di vecchi fossi e al sovraccarico delle reti di scolo. L’indagine è stata condotta in sinergia con Viacqua, il Consorzio di Bonifica Alta Pianura Veneta, il Genio Civile e i Servizi Forestali Regionali, esaminando capillarmente acque pubbliche, canali privati, fognature bianche e tombinamenti urbani.

Tra le cause strutturali rilevate con maggiore frequenza dai tecnici emergono l’insufficienza della rete minore di fossi e scoline, la presenza di canali coperti ostruiti da sedimenti con picchi di intasamento fino al sessanta per cento, il sottodimensionamento delle fognature bianche dinanzi agli eventi meteo estremi, l’assenza di sistemi di drenaggio in alcune zone e il progressivo degrado dovuto a una manutenzione insufficiente di canali e caditoie.

Il documento è ora a disposizione del pubblico per la consultazione. I cittadini avranno tempo dal 20 giugno al 20 luglio 2026 per presentare eventuali osservazioni scritte, che verranno successivamente vagliate dalla Commissione consiliare Urbanistica con l’obiettivo di condurre il Piano all’approvazione definitiva in Consiglio Comunale entro la fine dell’anno.

Durante la serata sono stati inoltre illustrati i dettagli dei due grandi interventi strutturali già interamente finanziati dall’Amministrazione comunale, che nel luglio 2025 ha scelto di destinare a queste opere l’intero avanzo disponibile di bilancio, pari a 1.426.730 euro, senza attendere l’erogazione di contributi esterni.

Il primo intervento riguarda il bacino di laminazione in località Aste, sul torrente Caussa, che avrà una capacità di invaso di circa diecimila metri cubi con la funzione di intercettare le piene tramite sistemi di deviazione e restituzione controllata della portata d’acqua. L’opera ha un costo complessivo di 600.000 euro, vede il progetto di fattibilità in corso di redazione da parte dello studio GeoBi con scadenza al prossimo settembre, mentre l’esecutivo è atteso per marzo 2027 e l’inizio dei lavori nell’autunno dello stesso anno, con chiusura prevista nella primavera del 2028. Parallelamente, il Servizio Forestale sta curando la progettazione di una briglia filtrante a monte per bloccare i detriti prima del bacino.

Il secondo cantiere, dal valore identico di 600.000 euro, interesserà la zona di Santissima Trinità in via Maso dalla Vecchia, dove sorgerà un bacino di laminazione da circa 3.300 metri cubi in un’area verde compresa tra la via stessa e via dei Nogarola. Il progetto di fattibilità tecnico-economica è già stato completato nel marzo scorso da GeoBi e l’incarico comprende anche la progettazione di una vasca per il materiale flottante nel fossato Caussa, in via dei Vigna, utile a intercettare rami e alberature a monte del tratto tombinato. Per questa specifica area l’inizio del cantiere è fissato per la primavera del 2027 con ultimazione nell’autunno dello stesso anno, mentre risulta già completata nei primi mesi del 2026 la manutenzione straordinaria del tombinamento della Valle Caussa Boldoro per un importo di 149.000 euro.

In chiusura di presentazione sono intervenuti i rappresentanti politici dell’esecutivo scledense per tracciare la linea programmatica legata al Piano. Il sindaco Cristina Marigo ha sottolineato come il documento rappresenti uno specchio realistico del territorio, evidenziando le conseguenze delle scelte urbanistiche del passato. Il primo cittadino ha rimarcato che la sicurezza idraulica costituisce una responsabilità collettiva, invitando i residenti a collaborare con piccole azioni domestiche che si affianchino agli investimenti economici già stanziati dal Comune.

L’assessore ai Lavori Pubblici Michele Lain ha definito il Piano uno strumento indispensabile per la pianificazione degli interventi sulla rete minore, precisando che i due nuovi bacini non sono un traguardo ma una base di partenza. Lain ha infine annunciato l’attivazione di sinergie sovracomunali, come il progetto Svolta Blu per il risparmio idrico e un imminente protocollo d’intesa con il Consorzio di Bonifica e i Comuni confinanti di Santorso, Marano Vicentino, Malo e Villaverla per avviare uno studio idraulico sul torrente Rio, mirato a prevenire le esondazioni nella zona industriale di Schio.