
Il coordinamento dei Consigli di Bacino apre il confronto su reti, sicurezza idrica e pianificazione del MOSAV per i prossimi vent’anni.
Le autostrade dell’acqua Veneto entrano in una nuova fase di confronto tra Regione e territori. A Palazzo Balbi si è riunito per la prima volta il Coordinamento dei Consigli di Bacino, convocato per mettere in relazione pianificazione locale, reti strategiche e tutela della risorsa idrica. L’iniziativa è stata presentata nei comunicati ufficiali della Regione Veneto.
Al centro dell’incontro c’era il MOSAV, il Modello strutturale degli acquedotti del Veneto, insieme al sistema di interconnessioni che deve rendere più sicuro l’approvvigionamento nei diversi territori. Il progetto riguarda direttamente anche il Vicentino, dove una tratta è stata interessata da lavori raccontati nell’articolo sull’interconnessione MOSAV nell’area di Vicenza Ovest.
L’assessore regionale Marco Zecchinato ha indicato come obiettivi il coordinamento tra i diversi livelli di governo dell’acqua, la ricerca di nuove opportunità di finanziamento e una programmazione infrastrutturale capace di guardare ai prossimi vent’anni. Le sue valutazioni sono attribuite all’esponente della Giunta regionale.
Autostrade dell’acqua Veneto, reti resilienti contro siccità e inquinanti
La prospettiva illustrata comprende la capacità di affrontare periodi di siccità, guasti o criticità locali attraverso collegamenti tra reti oggi separate. Nel confronto è stato richiamato anche il tema degli inquinanti emergenti, che rende necessario disporre di fonti alternative e infrastrutture in grado di trasferire acqua sicura dove serve.
Alla riunione hanno partecipato i rappresentanti dei Consigli di Bacino del Veneto. Il loro coinvolgimento dovrà collegare le esigenze dei gestori e dei Comuni alla pianificazione regionale, mentre Veneto Acque mantiene un ruolo centrale nello sviluppo delle opere sovracomunali.
Un ulteriore punto riguarda il rapporto tra sicurezza idrica e scelte urbanistiche. Secondo Zecchinato, la protezione dell’acqua richiede una maggiore integrazione con la pianificazione del territorio. Per le autostrade dell’acqua Veneto, il passaggio appena avviato non consiste ancora in un nuovo cantiere, ma nella definizione condivisa delle priorità, dei collegamenti e delle risorse con cui costruire la rete dei prossimi decenni.






































