Fine vita in Veneto, Liberi Subito contro Rucco: «Un voto di partito, non di coscienza»

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Liberi Subito contro Rucco sul fine vita in Veneto

Liberi Subito contro Rucco: il comitato veneto contesta il voto sul fine vita e pubblica una lettera aperta al vicepresidente regionale.

Liberi Subito interviene nel confronto politico seguito all’approvazione della legge regionale veneta sul suicidio medicalmente assistito. Diego Silvestri, responsabile per Padova e Vicenza dell’Associazione Luca Coscioni, ha spiegato alla nostra testata che la nota nasce dalla risposta inviata da Francesco Rucco a Luca Faccio dopo le contestazioni rivoltegli per il voto contrario.

Rucco, sindaco di Vicenza nel precedente mandato, è oggi vicepresidente del Consiglio regionale del Veneto e resta consigliere comunale nel capoluogo berico. La vicenda si inserisce nel percorso politico già ricostruito nell’articolo sull’approvazione della legge veneta sul fine vita.

Di seguito pubblichiamo integralmente il documento trasmesso per conto di Liberi Subito. Il testo è firmato dal Comitato Liberi Subito Veneto ed è stato inviato da Paolo Dagli Orti Marcon, d’intesa con Diego Silvestri. Opinioni, critiche e valutazioni contenute nella lettera appartengono esclusivamente al comitato firmatario.

Liberi Subito contro Rucco, il testo integrale della lettera

Comitato Liberi Subito Veneto

Egregio Vicepresidente Vicario del Consiglio Regionale del Veneto,

Francesco Rucco e Stefano Gheller
Francesco Rucco e Stefano Gheller

nella recente lettera di risposta al dott. Luca Faccio, Lei scrive che la storia di Stefano Gheller avrebbe avuto “un peso” nella Sua “riflessione profonda, personale prima ancora che politica”, perché l’aveva conosciuto, era stato a casa sua, aveva ascoltato direttamente le sue ragioni. Come Sindaco di Vicenza aveva anche sottoscritto pubblicamente la proposta di Legge Regionale in attuazione della sentenza della Corte Costituzionale sul s.m.a., così come aveva proposto a Stefano una possibile futura candidatura al Consiglio comunale. Senza dubbio, queste prese di posizione devono aver “pesato” essenzialmente sulla Sua carriera politica.

Forse Lei non aveva ben letto, oppure non aveva ben inteso, il contenuto della proposta di Legge Regionale predisposta dalla Associazione Luca Coscioni e intitolata Liberi Subito. Ciò che Lei aveva sottoscritto, assieme a più di 9000 cittadini veneti, era molto di più che una buona iniziativa affinché “la sua voce fosse ascoltata e che una questione così difficile trovasse spazio nel dibattito pubblico e nelle sedi istituzionali competenti”.

Voto su Liberi Subito in Veneto con Diego Silvestri e Marco Cappato
Diego Silvestri e Marco Cappato durante una mobilitazione per Liberi Subito a Venezia

Le parole che Lei usa in questa lettera di risposta sono molto belle ed eleganti: rispetto; disponibilità; non voltarsi dall’altra parte; ascoltare la persona che soffre; rispettarne profondamente la storia; rispettare il suo diritto a porre una questione. Ma per quanti anni ancora ritiene che si debba solo parlare di fine vita e di ascolto delle persone che soffrono e delle loro famiglie e delle diverse sensibilità della società e della vicinanza concreta alla fragilità? Davvero è una “questione così difficile” la libertà di scelta sul proprio fine vita?

Ma Lei scrive anche: “Proprio perché si tratta di una materia tanto delicata, ogni proposta legislativa deve essere valutata nel merito, senza automatismi e secondo coscienza”. Lei argomenta che: “davanti a questioni che riguardano la vita, la sofferenza, la libertà e la dignità della persona, credo che nessuno possa permettersi l’arroganza di possedere certezze assolute”. Ma la vera arroganza è di chi nega ad altri la libertà di scelta in virtù della propria certezza di fede religiosa o della propria posizione partitica (partitica non politica). Perché si tratta anzitutto o, meglio, essenzialmente della libertà della persona. Rileggiamoci il primo comma dell’art. 13 della nostra Costituzione, ricordato anche nella sentenza della Corte: “La libertà personale è inviolabile”.

Lei ritiene di avere valutato nel merito il testo di legge presentato al Consiglio Regionale Veneto? Noi riteniamo, invece, che il Suo voto, legittimo come ogni altro, sia solo un voto di partito e non di coscienza e ancora meno un voto sul merito del testo. In questo modo Lei, da ex Sindaco, ha sorpreso e deluso moltissimi cittadini di Vicenza, tutti quelli che avevano sottoscritto la originaria proposta di legge Liberi Subito. La invitiamo, cortesemente, a rileggere la fondamentale sentenza n. 242 del 2019 della Corte Costituzionale assieme alla Legge Regionale recentemente approvata a maggioranza, in modo da fugare i fraintendimenti sul tema del suicidio medicalmente assistito che hanno convinto Lei e il Suo partito ad un “prudente” voto contrario.

Cordialmente.

Comitato Liberi Subito Veneto