
Le cure palliative in Veneto sono al centro della proposta regionale n. 124 presentata da Eric Pasqualon. Il consigliere la affianca al disegno di legge nazionale di Antonio De Poli, già depositato al Senato: i due testi puntano ad ampliare l’accesso alle cure nei luoghi di vita.
Le cure palliative in Veneto sono oggetto di una nuova proposta di legge regionale, la n. 124, presentata dal capogruppo dell’UdC Eric Pasqualon e illustrata martedì 22 settembre insieme al senatore Antonio De Poli. L’iniziativa si affianca al disegno di legge nazionale n. 1787 depositato da De Poli al Senato, che riguarda l’accesso degli anziani alle cure palliative e alla terapia del dolore. Si tratta di proposte su due livelli istituzionali diversi, non di norme già approvate.
Pasqualon sostiene che l’assistenza debba raggiungere precocemente chi vive con patologie croniche ed evolutive a prognosi infausta, anche prima di una diagnosi di terminalità. La proposta regionale, secondo quanto diffuso dall’ufficio stampa del Consiglio veneto, presta attenzione alle RSA, alle altre strutture residenziali, all’assistenza domiciliare e al raccordo con la rete territoriale. Nel Vicentino il tema tocca realtà come l’hospice di Arzignano, senza che la proposta annunci interventi specifici per quella struttura.
Cure palliative in Veneto: cosa propongono i due testi
Nel testo regionale, come lo descrive Pasqualon, la valutazione precoce del bisogno entrerebbe nel percorso assistenziale individualizzato; verrebbero rafforzati i collegamenti tra servizi domiciliari, strutture residenziali e professionisti del territorio. Formazione del personale e sostegno a famiglie e caregiver sono altri punti indicati dal proponente. Il disegno di legge nazionale di De Poli, presentato il 6 febbraio 2026 e assegnato alla commissione competente del Senato, riguarda in particolare le persone anziane e contempla assistenza a casa, informazione e integrazione dei servizi. Il suo esame non risulta ancora iniziato nella scheda parlamentare.
Il consigliere cita anche i dati regionali del 2024: 44 unità di cure palliative domiciliari avrebbero seguito 12.877 pazienti con circa 392 mila accessi; gli hospice per adulti sarebbero 24, per 226 posti letto. Queste cifre sono riportate da Pasqualon nella nota e delineano, nella sua lettura, una rete già esistente da rendere più capillare, non da sostituire con una struttura parallela.
De Poli lega la proposta nazionale alla tutela delle persone fragili e al sostegno delle famiglie. Pasqualon insiste invece sul principio secondo cui il luogo in cui il paziente vive, a casa o in una residenza, non dovrebbe diventare un ostacolo all’accesso alle cure. La conferenza stampa segna dunque la presentazione coordinata di due iniziative politiche: tempi, eventuali modifiche e approvazione dipenderanno dai rispettivi iter del Consiglio regionale e del Parlamento.




































