Venice Climate Week 2027, da New York parte l’“Aqua Age” dedicata all’acqua e alla pace

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Venice Climate Week 2027

La Venice Climate Week 2027 si terrà dal 3 all’8 giugno con il tema “Aqua Age”: da New York il lancio della nuova agenda su acqua, clima e pace.

La Venice Climate Week 2027 si svolgerà a Venezia dal 3 all’8 giugno e avrà come tema “Aqua Age”. La terza edizione è stata lanciata a New York, negli studi NPR del Greene Space di WNYC, durante la Climate Week e la settimana dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Il progetto riunirà giovani, scienziati, attivisti, innovatori e rappresentanti delle città d’acqua attorno a una nuova agenda dedicata al clima e alla pace. Programma e aggiornamenti saranno pubblicati sul sito ufficiale della Venice Climate Week.

La fondatrice del Future Food Institute Sara Roversi, il giornalista e ideatore della manifestazione Riccardo Luna e il sindaco di Venezia Simone Venturini hanno presentato l’iniziativa nell’ambito dell’incontro “Planet Aqua, Planet Peace”, organizzato in collaborazione con Food Tank. L’obiettivo dichiarato è mettere l’acqua al centro delle decisioni che riguardano il futuro delle città, del cibo e delle economie.

Il tema assume un significato particolare per Venezia, città che da secoli sviluppa conoscenze e capacità di adattamento in un ambiente segnato dall’acqua. La prospettiva si collega ai problemi già evidenti in Veneto, come mostra il confronto sul Delta del Po tra siccità, cuneo salino e adattamento climatico. L’edizione 2027 punta però a trasformare l’esperienza locale in una piattaforma internazionale di cooperazione.

Venice Climate Week 2027, giovani e città d’acqua al centro

Roversi indica nelle nuove generazioni una forza decisiva per affrontare la crisi climatica e chiede che partecipino direttamente ai luoghi in cui si costruiscono le risposte. Luna descrive Venezia non soltanto come un patrimonio da difendere, ma come un possibile laboratorio nel quale far dialogare scienza, città e cultura per elaborare soluzioni capaci di coinvolgere le comunità.

Tra gli interventi presentati a New York anche quello di Kaveh Madani, direttore dell’Istituto per l’Acqua, l’Ambiente e la Salute dell’Università delle Nazioni Unite e vincitore dello Stockholm Water Prize 2026. Madani ha richiamato il rapporto tra disponibilità e gestione delle risorse idriche, sottolineando che l’acqua riguarda territori, sistemi politici e comunità differenti.

Venturini ha evidenziato la responsabilità specifica di Venezia nel confronto su acqua e cambiamento climatico. La città, nelle intenzioni degli organizzatori, dovrà diventare un punto d’incontro fra ricerca, amministrazioni, giovani e innovazione. Le prime due edizioni hanno già coinvolto istituzioni, artisti, studiosi e studenti attraverso il Patto dell’Acqua, il percorso delle Blue Communities e programmi educativi.

La Venice Climate Week 2027 raccoglierà questa esperienza per costruire “Aqua Age”, chiamando istituzioni, imprese, artisti e nuove generazioni a lavorare insieme. La manifestazione è ideata da Riccardo Luna e prodotta dal Future Food Institute, organizzazione attiva sui rapporti tra cibo, clima, salute e cultura.

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Giorgio Langella
Giorgio Langella è nato il 12 dicembre 1954 a Vicenza. Figlio e nipote di partigiani, ha vissuto l'infanzia tra Cosenza, Catanzaro e Trieste. Nel 1968 il padre Antonio, funzionario di banca, fu trasferito a Lima e lì trascorse l'adolescenza con la famiglia. Nell'ottobre del 1968 un colpo di stato instaurò un governo militare, rivoluzionario e progressista presieduto dal generale Juan Velasco Alvarado. La nazionalizzazione dei pozzi petroliferi (che erano sfruttati da aziende nordamericane), la legge di riforma agraria, la legge di riforma dell'industria, così come il devastante terremoto del maggio 1970, furono tappe fondamentali nella sua formazione umana, ideale e politica. Tornato in Italia, a Padova negli anni della contestazione si iscrisse alla sezione Portello del PCI seguendo una logica evoluzione delle proprie convinzioni ideali. È stato eletto nel consiglio provinciale di Vicenza nel 2002 con la lista del PdCI. È laureato in ingegneria elettronica e lavora nel settore informatico. Sposato e padre di due figlie oggi vive a Creazzo (Vicenza). Ha scritto per Vicenza Papers, la collana di VicenzaPiù, "Marlane Marzotto. Un silenzio soffocante" e ha curato "Quirino Traforti. Il partigiano dei lavoratori". Ha mantenuto i suoi ideali e la passione politica ed è ancora "ostinatamente e coerentemente un militante del PCI" di cui è segretario regionale del Veneto oltre che una cultore della musica e del bello.