
Il sindacato valuta positivamente la disponibilità di TIM ad assegnare nuovi volumi alla società lucana, ma chiede impegni verificabili e continuità occupazionale.
Le garanzie per i lavoratori CallMat Matera devono tradurre l’apertura di TIM in una soluzione stabile per circa 350 addetti. UGL Telecomunicazioni giudica positivamente la disponibilità manifestata dall’azienda, dopo l’incontro con il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, ad affidare nuovi volumi di lavoro alla società lucana.
Per il sindacato si tratta di un primo passo utile, che deve però essere seguito da impegni concreti sulla continuità della commessa, sul rientro dalla cassa integrazione e sull’esclusione di esuberi. La nuova posizione si inserisce nella vertenza CallMat Matera per la tutela dei 350 posti, già al centro del confronto istituzionale nelle scorse settimane.
La crisi dei call center è affrontata anche nei tavoli promossi dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy. UGL chiede che il prossimo confronto nazionale di settore e l’incontro regionale annunciato in Basilicata definiscano tempi, quantità di attività assegnate e strumenti di verifica.
Garanzie per i lavoratori CallMat Matera, le richieste di UGL
Secondo la segreteria nazionale UGL Telecomunicazioni, la disponibilità di TIM può rappresentare una svolta soltanto se accompagnata da una prospettiva industriale duratura. L’obiettivo indicato è riportare progressivamente in piena attività il personale interessato dagli ammortizzatori sociali, evitando che l’incertezza sulle commesse si trasformi in riduzioni strutturali dell’occupazione.
Il sindacato sollecita un intervento coordinato della Regione Basilicata e del ministero, con responsabilità definite per tutte le parti coinvolte. Nel passaggio verso nuovi assetti del mercato, sostiene UGL, le scelte dei grandi committenti non possono scaricare sui lavoratori il costo delle trasformazioni tecnologiche e organizzative.
Stefano Conti, per la segreteria nazionale, invita ora a passare dalle dichiarazioni agli atti. La richiesta riguarda volumi sufficienti, durata delle attività e un percorso trasparente che consenta ai rappresentanti dei lavoratori di controllare l’attuazione degli accordi.
Le garanzie per i lavoratori CallMat Matera saranno quindi misurate sui risultati del tavolo regionale e del successivo confronto nazionale. Per UGL, la priorità resta salvaguardare tutti i 350 posti e costruire una soluzione che non si limiti a tamponare l’emergenza, ma dia stabilità alla sede e alle famiglie coinvolte.































