
Il progetto sviluppato da Eni e Snam è stato scelto nella categoria Large Scale. La fase 2 punta a sviluppare un hub mediterraneo per industria e trasporti.
Ravenna CCS Innovation Fund è tra i progetti selezionati dalla Commissione europea nel programma 2025 dedicato alle tecnologie a zero emissioni nette. L’iniziativa di Eni e Snam riguarda un’infrastruttura integrata per trasportare e stoccare in modo permanente anidride carbonica.
La fase 2 prevede lo sviluppo su larga scala dell’hub già avviato nell’Adriatico. Secondo le società, la capacità dovrebbe raggiungere quattro milioni di tonnellate di CO2 l’anno entro il 2030, con possibilità di espansione fino a sedici milioni nelle fasi successive.
Il programma e i criteri sono descritti dalla Commissione europea. Il progetto rientra nel dibattito sulle tecnologie di cattura e stoccaggio del carbonio.
Ravenna CCS Innovation Fund, infrastruttura multimodale
L’architettura annunciata consentirebbe di raccogliere la CO2 prodotta da diversi impianti industriali italiani ed europei. Il trasporto dovrebbe avvenire attraverso condotte, navi, ferrovia e strada, prima del conferimento nei giacimenti offshore esauriti dell’Adriatico.
La joint venture Eni-Snam curerà le infrastrutture di stoccaggio geologico, la centrale di compressione e il terminale multimodale. Snam svilupperà invece le reti di trasporto, con l’obiettivo di collegare più emettitori al punto di raccolta.
Eni e Snam stimano per l’area una capacità complessiva di circa cinquecento milioni di tonnellate, oltre il 70% della capacità di stoccaggio annunciata nel Mediterraneo. La selezione europea non coincide ancora con l’erogazione definitiva: seguiranno le fasi negoziali previste dal fondo.
Ravenna CCS Innovation Fund rappresenta dunque un passaggio rilevante per la decarbonizzazione industriale. Costi, tempi, sicurezza e accessibilità dell’infrastruttura saranno gli elementi da verificare durante lo sviluppo verso l’obiettivo indicato per il 2030. La verifica dei risultati richiederà dati aggiornati, continuità operativa, controlli indipendenti e un confronto pubblico trasparente sulle ricadute economiche, ambientali e sociali.































