Carcere di Vicenza, Luisetto e Dalla Pozza: «Organico carente e sovraffollamento»

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Carcere di Vicenza, corridoio interno neutro senza persone riconoscibili

I consiglieri regionali del PD intervengono dopo tre aggressioni in pochi giorni e annunciano una visita alla struttura nelle prossime settimane.

Il carcere di Vicenza torna al centro del dibattito politico regionale dopo le aggressioni avvenute negli ultimi giorni. Chiara Luisetto e Antonio Dalla Pozza, consiglieri regionali del Partito Democratico, esprimono solidarietà agli agenti feriti e chiedono un intervento strutturale sulle condizioni dell’istituto.

Secondo i due esponenti, tre operatori della Polizia penitenziaria sono stati aggrediti in pochi giorni. La sequenza viene indicata come il segnale di una situazione resa più difficile dalla carenza di personale, dal sovraffollamento e dalla presenza di detenuti con fragilità psichiatriche o dipendenze.

I compiti del corpo sono descritti dal Ministero della Giustizia. L’ultimo episodio aveva già portato a un allarme sindacale e alla solidarietà regionale.

Carcere di Vicenza, i dati richiamati dai consiglieri

Luisetto e Dalla Pozza ricordano dati raccolti in sede istituzionale: a fronte di una capienza progettata per 270 posti, la struttura avrebbe ospitato 365 persone, con 170 agenti e tre educatori, uno dei quali part-time. Il quadro, sostengono, rende più difficile garantire sicurezza e attività trattamentali.

I consiglieri annunciano una visita nelle prossime settimane per confrontarsi con direzione, personale e realtà che operano nell’istituto. Precisano che la direzione starebbe lavorando al meglio delle possibilità disponibili, ma ritengono necessario un intervento del Governo su organici, spazi e servizi.

Nel loro intervento, sicurezza e funzione rieducativa vengono indicate come aspetti collegati. La scarsità di personale può incidere sia sulla gestione quotidiana sia sui percorsi di inserimento professionale e sociale, considerati essenziali per ridurre il rischio di recidiva.

Il nuovo intervento sul carcere di Vicenza si aggiunge alle prese di posizione seguite alle aggressioni. La visita annunciata dovrà produrre un quadro aggiornato e verificabile, mentre resta aperta la richiesta di misure capaci di tutelare operatori, persone detenute e comunità.