Acqua e agricoltura in Veneto, nuovi dati regionali per programmare meglio l’irrigazione

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Acqua e agricoltura in Veneto, campo coltivato interessato dalla programmazione irrigua

La Regione finanzia con 30 mila euro un sistema geografico condiviso con ANBI Veneto: mapperà colture, metodi irrigui e consumi nei dieci Consorzi di bonifica.

Acqua e agricoltura in Veneto saranno collegate da una nuova banca dati destinata a programmare l’irrigazione con maggiore precisione. La Giunta regionale ha approvato il progetto «Elaborazione dati colturali annuali», sviluppato con ANBI Veneto e i Consorzi di bonifica, stanziando un contributo di 30 mila euro.

L’obiettivo è conoscere già all’inizio della stagione quali colture siano presenti, dove si trovino e quanta acqua richiedano. Il sistema dovrà aiutare i gestori delle reti a distribuire la risorsa nei periodi e nei territori in cui serve davvero, riducendo prelievi e sprechi durante le fasi più critiche.

Il progetto si inserisce nella strategia avviata con il Tavolo regionale dedicato agli invasi e alla crisi idrica. I cambiamenti climatici stanno infatti allungando i periodi irrigui e rendendo meno prevedibile la disponibilità d’acqua, con conseguenze dirette sulle aziende agricole.

Acqua e agricoltura in Veneto, la mappa dei 137 distretti irrigui

La metodologia riguarderà i 137 distretti irrigui amministrati dai dieci Consorzi di bonifica del Veneto. I dati annuali dei piani colturali grafici forniti da Avepa saranno elaborati secondo procedure standardizzate e, dove possibile, automatizzate.

Le informazioni collegheranno ogni appezzamento alla coltura praticata, al Consorzio competente e al relativo distretto. Il lavoro comprende anche la ricostruzione storica dei dati, l’associazione tra colture e metodi irrigui e la preparazione di indicazioni utili agli agricoltori sul momento migliore per irrigare e sui volumi da impiegare.

Nel sistema confluiranno inoltre le concessioni per l’autoapprovvigionamento idrico. In questo modo sarà possibile affiancare ai consumi delle reti consortili una stima dei prelievi autonomi e ottenere un quadro più completo della pressione esercitata sulla risorsa.

L’assessore regionale all’Agricoltura Dario Bond sostiene che la risposta alla siccità debba essere preparata prima delle emergenze. Secondo l’assessore, dati più precisi consentono ai Consorzi di pianificare gli interventi e alle istituzioni di indirizzare meglio gli investimenti.

Il finanziamento iniziale è limitato rispetto alla dimensione del sistema irriguo regionale, ma dovrà produrre un metodo operativo replicabile ogni anno. La verifica concreta riguarderà la qualità dei dati, la rapidità degli aggiornamenti e la loro capacità di trasformarsi in decisioni utili sul territorio.

Per acqua e agricoltura in Veneto, la sfida non è soltanto disporre della risorsa, ma conoscere in anticipo fabbisogni, periodi e modalità di distribuzione. La banca dati dovrà rendere questa programmazione più tempestiva e trasparente.