
Il responsabile provinciale del Dipartimento Imprese di Fratelli d’Italia contesta l’estensione del mercato delle emissioni e teme rincari per autotrasporto e filiere.
L’Ets2 su trasporti ed edifici va fermato: è la posizione espressa da Enrico Zucconi, responsabile per la provincia di Vicenza del Dipartimento Imprese di Fratelli d’Italia. Il nuovo sistema europeo estenderà il prezzo delle emissioni ai combustibili usati nel trasporto stradale e nel riscaldamento. Il quadro normativo e il calendario di avvio sono illustrati dalla Commissione europea nella pagina dedicata all’Ets2.
Zucconi definisce il meccanismo una tassa ideologica e sostiene che i maggiori costi sostenuti dai fornitori di carburante finiranno sui prezzi pagati da imprese e consumatori. La nota indica un possibile aumento del gasolio fra 30 e 40 centesimi al litro e richiama il peso del carburante nei bilanci delle aziende di autotrasporto. Sono stime politiche del Dipartimento Imprese di FdI, non una previsione ufficiale condivisa dalle istituzioni europee.
Il tema ha ricadute dirette sul Vicentino, territorio manifatturiero dipendente da logistica ed esportazioni, ed era già emerso nel confronto sul tetto temporaneo ai prezzi dei carburanti e sugli effetti per imprese e famiglie. Zucconi collega l’Ets2 al rischio di un aumento dei costi lungo tutta la catena di approvvigionamento.
Ets2 su trasporti ed edifici, la richiesta di FdI Vicenza
Secondo il dirigente vicentino, il fatto che gran parte delle merci italiane viaggi su gomma rende l’autotrasporto particolarmente esposto. Un aumento del diesel inciderebbe prima sui vettori e poi sui prezzi finali dei prodotti, riducendo la competitività delle filiere nazionali rispetto a quelle dei Paesi con costi energetici inferiori.
La nota richiama anche la posizione della delegazione di Fratelli d’Italia nel gruppo Ecr al Parlamento europeo. Il partito considera i correttivi alle quote gratuite un primo intervento, ma chiede una revisione molto più ampia e una proroga dell’entrata in vigore al 2030. Elena Donazzan, responsabile nazionale del Dipartimento Imprese, sostiene che l’esperienza del sistema applicato ad altri settori non abbia prodotto i risultati ambientali attesi e abbia invece appesantito i costi.
L’Ets2 nasce per attribuire un prezzo alle emissioni e finanziare la transizione, accompagnato da strumenti sociali destinati alle fasce vulnerabili. La valutazione dei suoi effetti dipenderà dal prezzo delle quote, dalle misure nazionali e dall’uso delle entrate. Sull’Ets2 su trasporti ed edifici, Zucconi chiede comunque che Bruxelles sospenda il percorso prima che il nuovo regime incida su carburanti, riscaldamento e attività produttive.
































