Risorse idriche in Veneto, Venturini: più dati per affrontare i cambiamenti climatici

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Risorse idriche in Veneto, campo agricolo interessato dalla pianificazione dell’acqua

L’assessore regionale all’Ambiente collega la nuova mappa dei fabbisogni agricoli alla prevenzione della scarsità d’acqua e alla strategia di adattamento climatico.

Le risorse idriche in Veneto devono essere gestite attraverso dati aggiornati e una programmazione di lungo periodo. È la posizione dell’assessore regionale all’Ambiente e al Clima Elisa Venturini, intervenuta sul progetto approvato dalla Giunta per conoscere con maggiore precisione i fabbisogni d’acqua del territorio, soprattutto nel settore agricolo. Strategie e provvedimenti ambientali sono pubblicati sul portale Ambiente e territorio della Regione Veneto.

Venturini richiama le difficoltà registrate durante l’estate e osserva che la disponibilità d’acqua non può più essere trattata come una risorsa illimitata. Secondo l’assessore, la pianificazione deve anticipare le criticità e conciliare le esigenze produttive delle imprese agricole con la tutela degli equilibri ambientali.

L’intervento segue l’approvazione del sistema condiviso con ANBI Veneto, descritto nel progetto dedicato ad acqua, agricoltura e programmazione dei 137 distretti irrigui. La banca dati dovrà collegare colture, appezzamenti, metodi irrigui, Consorzi di bonifica e concessioni per l’autoapprovvigionamento.

Risorse idriche in Veneto, prevenzione oltre le emergenze

La presa di posizione dell’assessore aggiunge al progetto una valutazione ambientale. Le ultime stagioni hanno mostrato un equilibrio sempre più delicato tra quantità disponibili e necessità di utilizzo, soprattutto nei mesi estivi, quando crescono i consumi e possono diminuire le portate dei corsi d’acqua.

Per Venturini, l’agricoltura resta una componente centrale dell’economia regionale ma è anche uno dei settori più esposti alla scarsità idrica. Una programmazione fondata sui fabbisogni effettivi dovrebbe permettere di usare meglio le risorse disponibili e ridurre i problemi nei periodi di maggiore pressione.

La sfida operativa sarà trasformare le informazioni raccolte in indicazioni tempestive per Consorzi e aziende. Non basterà costruire una mappa: serviranno aggiornamenti regolari, criteri omogenei e strumenti capaci di confrontare le necessità delle colture con la disponibilità delle reti e dei corsi d’acqua.

L’assessore colloca l’iniziativa nella strategia regionale di adattamento ai cambiamenti climatici. Prevenzione e pianificazione, sostiene, devono affiancare gli interventi di emergenza, perché la tutela dell’acqua dipende dalla conoscenza del territorio e dalla capacità di prevedere i momenti più critici.

Il progetto dispone inizialmente di un contributo regionale di 30 mila euro. La sua efficacia andrà quindi misurata non soltanto sulla quantità di dati elaborati, ma sulla capacità di orientare decisioni, investimenti e comportamenti irrigui.

Per le risorse idriche in Veneto, la dichiarazione di Venturini conferma una linea: affrontare il cambiamento climatico prima delle emergenze, rendendo più accurata la distribuzione dell’acqua e verificabile la programmazione pubblica.