
L’adozione dell’intelligenza artificiale resta limitata nelle fabbriche della provincia: robotica, cloud e sicurezza informatica precedono nettamente le applicazioni basate sull’AI.
L’intelligenza artificiale nella manifattura vicentina è utilizzata dal 12,1 per cento delle imprese, secondo l’approfondimento presentato all’Osservatorio provinciale sull’Economia e il Lavoro della Camera di Commercio di Vicenza. Poco più di un’azienda manifatturiera su due ha introdotto almeno una tecnologia 4.0, ma l’AI non ha ancora una diffusione paragonabile agli strumenti più consolidati.
Robotica, automazione e servizi cloud raggiungono il 23 per cento, mentre la cybersecurity si attesta al 22,9. Seguono integrazione dei dati al 13,7 per cento, sistemi di tracciamento al 12,2, stampa 3D al 9,8, Internet of Things al 7,4 e gestione dei big data al 6 per cento.
Il principale ostacolo indicato dalle aziende è la percezione di scarsa utilità: riguarda il 40,8 per cento degli intervistati. La carenza di competenze interne pesa per il 31,3 per cento, l’incompatibilità con impianti e software esistenti per il 22 e i costi elevati per il 18,5.
La trasformazione è già visibile anche attraverso i robot umanoidi proposti alle imprese da una società vicentina, ma i dati dell’Osservatorio mostrano che singoli casi innovativi non equivalgono ancora a un’adozione ampia e strutturale.
Intelligenza artificiale nella manifattura vicentina, il ritardo delle Pmi
Il rapporto di SMACT colloca il dato locale in un quadro più ampio. Oltre il 70 per cento delle imprese del Nordest ha introdotto almeno una tecnologia 4.0, ma soltanto una quota fra il 7 e il 10 per cento impiega l’AI. Dal 2023 il suo utilizzo nel marketing è cresciuto dell’84,5 per cento, mentre nei processi produttivi l’aumento è stato appena dello 0,6.
La dimensione aziendale incide fortemente. Il divario di adozione rispetto alla media europea arriva al 63 per cento fra le imprese con 10-49 addetti, scende al 43 fra quelle con 50-249 dipendenti e al 27 sopra i 250. Poiché le Pmi rappresentano il 99,3 per cento delle imprese attive, il ritardo nazionale coincide in larga parte con il loro.
Il rapporto richiama anche l’alta percentuale di progetti pilota che non supera la fase sperimentale. Fra le cause vengono indicate scelte guidate soprattutto dai fornitori, competenze frammentate e assenza di una direzione condivisa. Le iniziative condotte in partnership avrebbero esiti migliori rispetto a quelle affrontate senza supporti esterni.
Il presidente camerale Giorgio Xoccato ha collegato l’innovazione alla capacità di resistenza dell’economia provinciale. Nel secondo trimestre la produzione industriale vicentina è cresciuta del 2,9 per cento sul trimestre precedente, mentre le esportazioni del primo semestre 2026 sono aumentate del 2,3 per cento rispetto allo stesso periodo del 2025.
L’intelligenza artificiale nella manifattura vicentina diventa quindi un banco di prova per produttività e competitività. Norme come NIS2 e AI Act, richieste di tracciabilità, carenza di tecnici e perdita di competenze con i pensionamenti rendono la digitalizzazione sempre meno rinviabile, soprattutto per le imprese minori.









































