Intelligenza artificiale, l’alfabetizzazione: “Spazio aperto” a Vicenza debutta con le quattro D di Dai Zotti

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L’intelligenza artificiale apre il programma di Spazio aperto, il luogo di incontro per gli amici di L’altra Stampa e VicenzaPiù: Alessandro Dai Zotti spiega le quattro D per usare l’AI con consapevolezza, Giovanni Coviello passa dalle applicazioni giornalistiche, ai rischi delle notizie e immagini false ma anche alle opportunità. Mentre il 1° ottobre Marco Rabito parlerà di “Tempo estremo” le prossime “lezioni” pratiche di “Ai Alfabetizzazione” si terranno il 10, il 17 e il 24 ottobre alle 11 sempre in viale Verona 35 (in fondo* il programma)

Ai Alfabetizzazione, Alessandro Dai Zotti e Giovanni Coviello ad inizio serata
Ai Alfabetizzazione, Alessandro Dai Zotti e Giovanni Coviello ad inizio serata

Intelligenza artificiale a Vicenza, dalle quattro D alla prova pratica

Non una lezione per specialisti, ma un incontro di vera e propria alfabetizzazione per capire che cosa si può fare con l’intelligenza artificiale, come interrogarla e, soprattutto, perché non ci si debba fidare ciecamente delle sue risposte. È partito così, il 25 settembre nella sede di L’altra stampa e VicenzaPiù in viale Verona 35, il ciclo di quattro incontri di alfabetizzazione dedicati all’intelligenza artificiale, primo appuntamento del programma di Spazio aperto presentato nei giorni precedenti su ViPiù.

Giovanni Coviello, direttore di VicenzaPiù e curatore delle edizioni di L’altra stampa srl. ha aperto la serata illustrando finalità e prospettive di Spazio aperto e presentando il relatore Alessandro Dai Zotti, tecnico del settore,. collaboratore di VicenzaPiù per il settore tecnologico e, quindi e soprattutto, divulgatore scientifico. Tra pubblico partecipe, c’era anche un giovane del Ghana, si percepivano curiosità e interesse ma anche i timori suscitati dalla rapida diffusione dell’AI. Ai presenti è stato, quindi, distribuito il numero 309 di VicenzaPiù, dedicato proprio all’intelligenza artificiale con l’avvertimento che “AI diventa AHI se non viene governata”.

Intelligenza artificiale, alfabetizzazione: la facilita Alessandro Dai Zotti che ne scrive su VicenzaPiù
Intelligenza artificiale, alfabetizzazione: la facilita Alessandro Dai Zotti che ne scrive su VicenzaPiù

Le quattro D per usare l’AI

Dai Zotti ha scelto esempi semplici e concreti per presentare l’AI innanzitutto come uno strumento. Il filo conduttore della lezione sono state le quattro D: delega, descrizione, discernimento e diligenza. Delegare alla macchina una parte del lavoro, cioè, non significa trasferirle anche la responsabilità di chi la utilizza.

Da qui il passaggio alla costruzione dei prompt (la richiesta di quello che si vuole dall’AI, ndr): definire l’obiettivo, fornire un contesto adeguato e stabilire i vincoli entro i quali si vuole ottenere una risposta. Ma anche verificare ciò che l’AI restituisce, riconoscendo la possibilità delle cosiddette “allucinazioni”: risposte che possono apparire convincenti pur contenendo informazioni inesatte o inventate.

La necessità di diffondere competenze non riguarda soltanto chi utilizza professionalmente questi strumenti. Anche la Commissione europea dedica specifica attenzione all’alfabetizzazione e alle competenze sull’intelligenza artificiale, collegandole alla crescente diffusione dell’AI nella società e nel mondo del lavoro.

Dalla teoria al giornalismo

Nella seconda parte Coviello, che “nasce” ingegnere elettonico, ha portato l’intelligenza artificiale sul terreno dell’esperienza quotidiana, mostrando alcuni impieghi concreti nel lavoro giornalistico, nell’organizzazione e nell’elaborazione dei dati e nella generazione e manipolazione delle immagini.

Intelligenza artificiale, la sala "riempita" con l'AI all'inverosimile e con insegna ancora da realizzare
Intelligenza artificiale, la sala “riempita” con l’AI all’inverosimile e con insegna ancora da realizzare

Proprio queste ultime hanno permesso di affrontare uno dei rischi più immediatamente comprensibili. La stessa tecnologia che consente di produrre o modificare un’immagine in pochi istanti (sopra la foto costruita di una sala riempita all’inverosimile e con un’insegna presente all’esterno ma non ancora all’interno) può generare rappresentazioni false estremamente credibili. La capacità dello strumento, dunque, rende ancora più importante il controllo umano sulla provenienza e sull’attendibilità di ciò che si vede. E, quindi, nasce il “consiglio” della serata: iniziare a maneggiare l’AI ponendo domande e facendo richieste in ambiti in cui l’utilizzatore sappia valutare le risposte.

D’altronde Dai Zotti ha paragonato l’intelligenza artificiale a una pentola: uno strumento che oggi ci appare più complesso anche perché dobbiamo ancora imparare a usarlo. Con una pentola sappiamo che servono acqua, presine e alcune precauzioni; con una pentola a pressione occorre ancora più esperienza ma performa di più. «L’intelligenza artificiale è uno strumento, niente di più», ha spiegato: oggi siamo un po’ come bambini ai quali si insegna a non mettere le mani sul fuoco. Con il tempo, acquisita la necessaria padronanza e imparati i rischi, anche l’AI potrà diventare uno strumento quotidiano come tanti altri.

È questo il principio emerso durante la spiegazione di Dai Zotti: l’AI può assistere, accelerare e ampliare le possibilità di chi la utilizza, ma discernimento e diligenza restano nelle mani della persona.

*Le prossime 4 lezioni pratiche per chi inizia

Incontro 2 — Come “funziona” l’AI
Apriamo il “cofano”: come fa l’AI a scrivere testi così convincenti? Cosa sa fare davvero bene, quali sono i suoi limiti. Esercitazioni pratiche.

Incontro 3 — Mettiamoci alla prova: come chiedere bene
Prove pratiche: cosa conviene affidare all’AI e cosa no, e come scrivere richieste efficaci per ottenere risultati davvero utili.

Incontro 4 — Mettiamoci alla prova: come controllare i risultati
Un gioco pratico per allenare l’occhio critico: impariamo a riconoscere quando un testo generato “suona bene” ma contiene errori …e chi è responsabile del risultato finale.

(Chiedere informazioni sulle modalità di partecipazione e iscrizione scrivendo a info@laltrastampa.com).

Il video completo e il prossimo appuntamento

Spazio Aperto con Marco Rabito
Spazio Aperto con Marco Rabito

Per chi non era presente, è disponibile in copertina il video completo della serata, realizzato dall’amico (e anche studente nell’occasione) Valter Fabris, con la lezione di Dai Zotti, gli esempi pratici e le dimostrazioni proposte nel corso dell’incontro.

Spazio aperto proseguirà giovedì 1° ottobre alle 20.30, sempre nella sede di viale Verona 35, con Marco Rabito e Tempo estremo. Conoscenza e autoprotezione, incontro dedicato ai fenomeni meteorologici estremi e agli strumenti per conoscerli e affrontarli (per prenotarsi scrivere sempre a info@laltrastampa.com).