
La Summer School di Gallio chiude con un manifesto 2026-2028 su intelligenza artificiale, telemedicina, ospedale virtuale e accesso equo alle cure.
La salute digitale in Veneto è al centro del documento conclusivo elaborato a Gallio durante la Summer School “La Salute Glo-cal”. L’incontro promosso da Motore Sanità ha riunito amministratori, professionisti, università e dirigenti sanitari per collegare innovazione internazionale e organizzazione dei servizi locali.
Il manifesto individua un orizzonte di lavoro per il periodo 2026-2028. Intelligenza artificiale, robotica, telemedicina e ospedale virtuale vengono considerate strumenti da inserire nei percorsi di cura, non soluzioni isolate. Il criterio indicato è la capacità di migliorare continuità, appropriatezza, sicurezza e parità di accesso.
Il confronto riguarda direttamente l’organizzazione territoriale già avviata con le Case di comunità del Veneto e l’impiego dei medici di base. Nel modello discusso a Gallio, strutture fisiche e servizi digitali devono integrarsi attraverso reti Hub & Spoke e percorsi diagnostico-terapeutici condivisi.
Tra i temi affrontati figurano anche la farmacia dei servizi e la telefarmacia, utili soprattutto nelle aree montane o con popolazione dispersa. La digitalizzazione, secondo l’impostazione emersa, può ridurre distanze e tempi, ma richiede infrastrutture, competenze e regole uguali per tutti.
Salute digitale in Veneto, dal confronto di Gallio al manifesto 2026-2028
Alla Summer School hanno partecipato, tra gli altri, l’assessore regionale alla Sanità Gino Gerosa, l’ex assessora Manuela Lanzarin, responsabili delle aziende sanitarie e rappresentanti delle università di Padova e Verona. Sono state discusse anche le terapie avanzate, comprese le CAR-T, e il modo di renderle sostenibili e accessibili.
Claudio Zanon, direttore scientifico di Motore Sanità, richiama la necessità di trasformare l’innovazione in risultati misurabili per i cittadini. La tecnologia, in questa prospettiva, deve sostenere professionisti e pazienti senza ampliare le differenze territoriali o generazionali.
Il documento nato sull’Altopiano propone quindi una cornice comune per la salute digitale in Veneto: sperimentare le soluzioni, valutarne gli esiti e inserirle in un sistema coordinato. La fase successiva sarà tradurre le indicazioni in programmi organizzativi e scelte concrete nelle aziende sanitarie regionali.



































