Sanità, Nursing Up sulla manovra 2027: «Servono risorse e un piano per gli infermieri»

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Sanità e infermieri, personale sanitario al lavoro in un corridoio ospedaliero

Il sindacato richiama l’allarme delle Regioni sui livelli essenziali di assistenza e chiede assunzioni, carriere e condizioni di lavoro più attrattive.

Il rapporto tra sanità e infermieri entra nel confronto sulla manovra 2027. Nursing Up chiede a Governo, Parlamento e Regioni una strategia condivisa che colleghi finanziamenti, fabbisogni reali di personale e organizzazione dei servizi. Dati e documenti sul sistema sono pubblicati dal Ministero della Salute.

Il presidente nazionale Antonio De Palma parte dalla posizione unanime della Conferenza delle Regioni, che ha segnalato il rischio di difficoltà nel garantire i livelli essenziali di assistenza. Il tema si collega alle criticità del personale sanitario seguite anche nella sezione dedicata alla salute e ai servizi pubblici.

Sanità e infermieri, le richieste sulla manovra 2027

Secondo Nursing Up, il Fondo sanitario nazionale raggiungerà 146,3 miliardi nel 2027, ma l’aumento complessivo di 3,4 miliardi comprende un miliardo già previsto dalla legge di Bilancio precedente. Le nuove risorse sarebbero quindi circa 2,4 miliardi, mentre crescono costi di gestione, rinnovi contrattuali e necessità assistenziali.

Il sindacato richiama una carenza stimata di circa 175 mila infermieri rispetto agli standard europei. Per affrontarla propone piani pluriennali di assunzione, valorizzazione economica, percorsi di carriera, investimenti nella formazione universitaria e condizioni capaci di trattenere i professionisti nel Servizio sanitario nazionale.

De Palma critica il ricorso strutturale al reclutamento internazionale e ribadisce la contrarietà alla figura dell’assistente infermiere quando viene utilizzata come alternativa a professionisti laureati. Le figure di supporto, sostiene, non possono compensare la mancanza di personale qualificato né sostituire una programmazione stabile.

La presa di posizione chiama in causa anche le Regioni: all’allarme sui finanziamenti dovrebbe seguire un cambio di metodo nella gestione del personale. Il sindacato chiede scelte coerenti, obiettivi verificabili e un’organizzazione territoriale capace di ridurre la pressione sui reparti.

Nursing Up ricorda infine che il ministro Orazio Schillaci aveva indicato un fabbisogno aggiuntivo di 5,5 miliardi. La distanza rispetto ai 2,4 miliardi introdotti dalla manovra, secondo il sindacato, richiede una spiegazione e misure che garantiscano concretamente servizi e sicurezza delle cure.

Il nodo della sanità e infermieri sarà quindi misurato non soltanto sulle cifre stanziate, ma sulla capacità di mantenere professionisti, ridurre le carenze e assicurare ai cittadini prestazioni accessibili.