Libano, 2,15 milioni senza beni essenziali: cresce la fame tra bambini e famiglie

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Fame in Libano, uliveti nel nord del Paese colpiti dalla crisi agricola
Foto: Possum14 / Wikimedia Commons – CC BY-SA 4.0

La fame in Libano coinvolge 2,15 milioni di persone. Save the Children denuncia l’aumento della malnutrizione infantile e chiede aiuti urgenti.

La fame in Libano sta assumendo dimensioni sempre più gravi: 2,15 milioni di persone, oltre un terzo della popolazione, non riescono a soddisfare i bisogni essenziali. Il dato diffuso da Save the Children segna un aumento del 15,4% rispetto ad aprile. L’organizzazione aveva già documentato la crescita dell’insicurezza alimentare tra i minori nel suo rapporto sulla fame infantile in Libano.

Le conseguenze riguardano soprattutto bambini e famiglie, costretti a ridurre quantità e qualità dei pasti. La malnutrizione aumenta mentre redditi, risparmi e possibilità di lavoro continuano a diminuire. Alla crisi economica si sommano gli effetti del conflitto, con danni alle abitazioni, agli impianti produttivi e alle reti che consentono di portare il cibo sui mercati.

Il quadro è aggravato dalla distruzione di quasi un quarto delle terre coltivate nel sud del Paese, attribuita agli attacchi israeliani. L’area resta esposta a nuove violenze, come mostra anche l’escalation militare registrata nel sud del Libano. La perdita dei raccolti e l’impossibilità di lavorare i campi riducono l’offerta alimentare e privano molte famiglie della principale fonte di reddito.

Le proiezioni indicano un ulteriore peggioramento nei prossimi mesi. Tra marzo e luglio 2027 le persone in condizioni di insicurezza alimentare acuta, al livello di crisi o superiore, potrebbero passare da 1,05 a 1,15 milioni. Questo significa che un numero crescente di nuclei familiari dovrà scegliere tra il cibo, le cure mediche, l’istruzione e altre necessità fondamentali.

Fame in Libano, l’appello per cessate il fuoco e sostegno alimentare

Nora Ingdal, direttrice di Save the Children in Libano, richiama l’urgenza di proteggere i civili e garantire l’accesso agli aiuti. L’organizzazione chiede un cessate il fuoco immediato ed effettivo, insieme a interventi per ripristinare la produzione agricola nelle zone meridionali e sostenere chi ha perso terreni, strumenti e raccolti.

La richiesta comprende inoltre maggiori finanziamenti per i programmi alimentari e nutrizionali. Le risorse, secondo l’organizzazione, devono raggiungere in particolare i bambini piccoli, le donne incinte e le famiglie sfollate, gruppi nei quali una dieta insufficiente può provocare danni duraturi alla salute e allo sviluppo.

La fame in Libano non dipende quindi da una sola emergenza, ma dall’intreccio tra guerra, crisi economica, perdita dei mezzi di sussistenza e riduzione degli aiuti. Senza una stabilizzazione della sicurezza e un sostegno internazionale più consistente, il rischio è che l’emergenza alimentare diventi ancora più estesa e difficile da invertire.