
A Dueville al centro delle polemiche da ormai 3 mesi c’è il progetto dell’Amministrazione comunale di realizzare una nuova area di sgambamento per cani in una parte del Campo Loris. L’area interessata, dove i lavori sono attualmente in corso, è quella dell’ex campo da calcio, situato a pochi passi dal centro storico del paese, e ad oggi utilizzato saltuariamente dagli Scout. Ed è proprio la nuova posizione individuata ad aver sollevato non poche discussioni, soprattutto tra i residenti che si sono attivati anche con una raccolta firme, cartacea e online, arrivata a quasi mille adesioni contro il progetto.
Attualmente l’area di sgambamento per cani è situata dietro il cimitero, ma spiega il sindaco Giuliano Stivan “spostare l’area più vicino al centro dà la possibilità agli anziani di andarci col proprio cane autonomamente”. L’area oggi destinata ai cani e quella circostante, nel retro del cimitero, diventeranno invece un bosco urbano, “è il luogo più giusto” commenta il primo cittadino di Dueville. Tuttavia, la vicinanza alle abitazioni della nuova area cani sta creando non pochi malumori tra i residenti, tra i quali c’è l’architetta Eloisa Ferrari, che spiega come le linee guida del Ministero dell’Ambiente parlino di un distanza di almeno 100 metri dalle case. “Il legislatore si pone il problema del rumore e dell’odore che queste aree possono determinare” evidenzia Ferrari.

Un ulteriore aspetto che ha creato divisioni è quello storico: la nuova area di sgambamento si trova all’interno del prato verde intitolato al partigiano duevillese Rinaldo Arnaldi, denominato Loris, medaglia d’oro al valor militare e Giusto tra le Nazioni. Micol Crestani, tra i residenti promotori della petizione, ricorda che “nell’aprile del 1945, cento cittadini duevillesi sono stati rastrellati e poi tenuti in ostaggio nell’attuale campo Loris per un intero pomeriggio, finché le SS mettevano a ferro e fuoco il paese”.

Al centro del dibattito sono finiti anche i costi realizzazione dell’opera, quantificati in 60mila euro, nei quali è però compresa anche la costruzione di una pista ciclopedonale che andrà a collegare Viale dello Sport con Via Garibaldi, permettendo l’accesso al campo di sgambamento, questo delimitato da reti. “L’intenzione è che il campo Loris torni a vivere, la parte più grande rimarrà agli Scout, ci potranno essere eventi e concerti” rassicura Stivan. Crestani chiede però che l’area pensata per ospitare i cani venga trasformata in uno spazio fruibile da tutta la cittadinanza e che acquisti anche un valore sociale, trovando un modo per valorizzare la memoria storica.

Ferrari dal canto suo ricorda le criticità di altri campi di sgambamento, che andrebbero a generare odori e rumori di disturbo ai residenti, sottolineando la possibilità di una svalutazione per gli immobili adiacenti. Il primo cittadino di Dueville rivendica però la corretta procedura formale effettuata, evidenziando come l’Ulss 8 Berica non abbia rilevato specifici adempimenti, raccomandando le linee guida operative di igiene per la gestione delle deiezioni che comprendono anche una cartellonistica e una regolamentazione per la corretta pulizia dell’area. “Verrà fatto un regolamento per l’utilizzo, prevediamo di installare anche una telecamera per evitare usi impropri, ci saranno degli orari ed un sistema di pulizia” tranquillizza Stivan.
Torna in Consiglio comunale la discussione sull’area cani
Oggi, martedì 9 giugno, riprenderà intanto la discussione sulla mozione della minoranza Esserci per Dueville che chiede la sospensione dei lavori. La discussione era stata interrotta il 21 maggio scorso, quando il Consiglio comunale venne sospeso a causa della tensione di una parte del pubblico presente. “I lavori – puntualizza intanto Stivan – dovrebbero concludersi tra qualche giorno”. L’appuntamento è in ogni caso per questa sera alle 19.00 presso il Municipio, “crediamo che sarà un momento di discussione accesa” scrive in una nota diffusa nei giorni scorsi Matteo Rinaldo di Esserci per Dueville. Staremo a vedere se i cittadini coinvolti e l’Amministrazione riusciranno a trovare un punto d’accordo, con la speranza che la discussione possa avvenire nel modo più ordinato e democratico possibile, dando allo stesso tempo le risposte chieste a gran voce dai residenti.






































