A Vicenza il Centro studi storici e sociali Luigi Faccio: nascita e scopi

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centro studi Luigi Faccio
La riunione di firma dell’Atto costitutivo del Centro Studi Luigi Faccio

(articolo di Luigi Poletto, studioso di Storia della Resistenza, da VicenzaPiù Viva n. 308sul web per gli abbonati tutti i numeri, ndr)

Il 27 marzo 2026 è stato costituito a Vicenza il “Centro di studi storici e sociali Luigi Faccio” promosso da persone vicine ad ANPI, CGIL, FONDAZIONE NORDERA BUSETTO e ARCI.
Il Centro Studi intende:
– Raccogliere, conservare, valorizzare e mettere a disposizione delle/i studiose/i e cittadine/i il patrimonio documentale e archivistico materiale ed immateriale garantendo altresì al pubblico la consultazione dei documenti.
– Raccogliere e conservare le memorie individuali e collettive, le fonti audiovisive e digitali e ogni altra forma di traccia utile a ricostruire fatti e vicende.
– Curare pubblicazioni a carattere monografico nonché la produzione di materiali audiovisivi e digitali.
– Organizzare – preferibilmente con altri soggetti – convegni, conferenze, dibattiti, seminari di approfondimento.

Gli ambiti di attività del Centro Studi sono tre con una prevalente limitazione territoriale al Vicentino:
1. la storia del fascismo, dell’antifascismo, della Resistenza;
2. la storia del movimento operaio, delle organizzazioni sindacali, delle culture progressiste;
3. la storia della lotta dei movimenti popolari e sociali per la dilatazione degli spazi di democrazia e di partecipazione e di riconoscimento e tutela dei diritti sociali e ambientali.

Il Programma immediato che è stato impostato a grandi linee prevede quattro raccolte di memorie e testimonianze:
1. su partigiani e partigiane redatti da figli e nipoti;
2. sulle lotte e vertenze del movimento sindacale;
3. sui movimenti sociali e ambientalisti di base;
4. sul pacifismo berico anche in raccordo con il portale nazionale “Pace in movimento”.

Tra i compiti del Centro Studi anche quelli di raccogliere, conservare, valorizzare e mettere a disposizione delle/degli studiose/i e cittadine/i il patrimonio documentario e archivistico materiale e immateriale relativo all’antifascismo e alla Resistenza e alla storia del movimento operaio e dei movimenti della società civile impegnati in lotte e iniziative per il riconoscimento dei diritti, per la giustizia sociale, per la tutela dell’ambiente garantendo altresì al pubblico la consultazione dei documenti del Centro.
Il processo di impianto di questa nuova realtà è particolarmente complesso, ma anche proficuo perché sta mettendo in rete una serie di realtà associative, culturali e sociali di cultura progressista estremamente vive e dinamiche.
Lo studio della storia non è una questione accademica, riservata all’ambito angusto e autoreferenziale di pochi studiosi. La conoscenza degli eventi passati è il presupposto per la comprensione del presente e quindi è prodromica ad una strategia di trasformazione della realtà. In questo senso il Centro Studi Luigi Faccio avrà una marcata impronta militante a sostegno di un impegno civile e politico all’insegna dei valori costituzionali di libertà, pace ed emancipazione sociale.

Componenti del primo Consiglio Direttivo dell’associazione:
Sig. Luigi Poletto Presidente
Sig.ra. Anna Bertoncello Vice-Presidente
Sig. Carlo Rela Vice-Presidente
Sig. Erik Sortinelli Segretario/Tesoriere
Sig.ra Chiara Bonini componente
Sig.ra. Cristina Malavolta componente
Sig.ra Marina Petroni componente
Sig. Stefano Poggi componente
Sig. Francesco Zanni componente
Direttore viene designato il sig. Stefano Poggi

Luigi Faccio: antifascista, sindaco della Liberazione e membro dell’Assemblea Costituente

Luigi Faccio
Luigi Faccio

Perché scegliere di intitolare un Centro Studi storico di chiara matrice progressista e con una evidente vocazione all’impegno civile a Luigi Faccio? Chi era Luigi Faccio? Figura nota della storia politica vicentina, Luigi Faccio – proveniente da una famiglia di umili origini e di professione prima falegname e poi tipografo, ma con una ampia e solida cultura da autodidatta – fu, all’inizio del ‘900, uno dei pionieri del socialismo vicentino assieme a Domenico Piccoli, il maggiore esponente del PSI berico durante il periodo giolittiano, impegnandosi fortemente nell’opera di propaganda e proselitismo tra i lavoratori urbani e tra i contadini della provincia. Con Domenico Piccoli fu consigliere comunale e protagonista nel 1910 dell’esperienza bloccarda costituita da socialisti, repubblicani, radicali e liberali di sinistra in alternativa ai clerico-moderati, quando i socialisti berici collaborarono lealmente con uomini come Riccardo Dalle Mole, Giovanni Dal Monte, Jacopo Rezzara, Giovanni Ronzani. Tale collaborazione cessò perché in seno al Partito socialista a livello nazionale si affermò una maggioranza massimalista che aveva nel giovane direttore dell’Avanti, Benito Mussolini, il nascente leader.
Alle soglie della prima guerra mondiale, Faccio fu fautore di una linea antimilitarista e pacifista, convinto com’era del valore della fraternità tra i popoli e che la guerra fosse nemica degli interessi del proletariato e frutto della competizione tra ceti capitalisti dominanti.
Nel dopoguerra Luigi Faccio divenne il protagonista della lotta politica cittadina e del risveglio dell’associazionismo cooperativistico socialista.
Nelle elezioni del novembre 1919 fu eletto alla Camera per il movimento socialista vicentino Domenico Piccoli in rappresentanza dell’ala socialista più riformista mentre il socialismo massimalista aveva il suo leader nell’altro deputato lo scledense Domenico Marchioro. Il Partito socialista divenne la prima forza politica a Schio, Torrebelvicino, Santorso, Piovene, Marano Vicentino, Thiene e Vicenza dove raggiunse la maggioranza assoluta con 3.838 voti contro i 3.539 degli altri partiti.
Alle elezioni amministrative del 1920 in città i socialisti consolidarono il successo dell’anno precedente con 5.108 voti contro 3.734 dei popolari e 805 del Blocco democratico-liberale: i socialisti dunque vinsero le elezioni e Faccio divenne Sindaco. Adolfo Giuriato – poeta, narratore, drammaturgo e conferenziere – fu il più votato nella lista socialista, ma fece spazio sulla base di un accordo precedente al compagno di partito Faccio. La Giunta municipale era costituita da persone di non grande esperienza amministrativa tra anziani e giovani. In sala Bernarda vi era però qualche elemento socialista di grande vigore dialettico come lo stesso Giuriato e Giovanni Battista Pianezzola di estrazione prampoliniana. Nella maggioranza vi erano altre personalità di un certo spessore come Gioachino Donadello. Un protagonista di quei tempi – Giuseppe Andrich – ricorda come Faccio. fosse “uomo ricco di buon senso pratico” e avesse un approccio pragmatico alla gestione della cosa pubblica all’insegna di un socialismo gradualista lontano da rigidità dogmatiche.

Antifascista, Sindaco della Liberazione e membro dell’Assemblea Costituente
Il 14 ottobre 1922 vi fu un “golpe” fascista in città: il Sindaco Faccio e gli altri componenti della Giunta furono trasportati a forza dalle loro abitazioni in Municipio dove furono costretti dagli squadristi dell’avvocato Franceschini a dare le dimissioni a cui seguì la rinuncia al mandato da parte dei consiglieri comunali socialisti. La Vicenza socialista era stata violentemente abbattuta: nasceva con la sopraffazione la Vicenza fascista.
In seguito Faccio da convinto socialista riformista turatiano legato a Giacomo Matteotti fu tra gli animatori del settimanale “Unità Socialista”, organo del Partito Socialista Unitario di Trento, Verona e Vicenza. Durante il Ventennio si ritirò a vita privata sempre sottoposto al controllo da parte degli apparati repressivi fascisti.
Tornò alla ribalta dopo l’8 settembre 1943. Venne arrestato nel dicembre 1944 e rinchiuso a Villa Giusti presso Padova, dagli uomini del maggiore Mario Carità. Venne liberato soltanto con l’approssimarsi del 25 aprile 1945.
Insediato come sindaco dal CNL dopo la liberazione di Vicenza, Luigi Faccio fu rieletto sindaco e all’Assemblea Costituente guidando poi le componenti più moderate e riformiste del socialismo locale. La sua morte il 21 dicembre 1951 suscitò un sincero e grandissimo cordoglio popolare.
Ha scritto di lui in occasione del primo anniversario della morte l’amico Giovanni Ronzani: “Lo rivedo nelle piazze della città e del contado alle prime luci del socialismo con ardore quasi messianico combattere le prime lotte del lavoro, nelle organizzazioni operaie guida illuminata da un profondo senso di responsabilità, nei pubblici consessi diligente, scrupoloso, appassionato. Ma in quest’uomo sorto da umili natali, autodidatta, ho sempre ammirato quel senso di ottimismo che traeva la sua sorgiva da una fede illuminante, l’equilibrio nel giudizio, il senso del limite e quella larga comprensione nel giudizio su uomini e cose che solo l’esperienza di una vita vissuta può dare”.
A Vicenza gli è stata intitolata una via e più recentemente la Sala della Giunta comunale a Palazzo Trissino.
Ecco quindi la motivazione della scelta del suo nome per il Centro Studi: Luigi Faccio è uno degli emblemi più rilevanti e significativi delle lotte del movimento operaio, della cultura pacifista e della storia della sinistra vicentina proprio l’alveo culturale e politico da cui nasce il Centro Studi a lui intitolato.