Alba Lazzaretto (UNIPD) racconta la Resistenza a Vicenza e l’impegno dei cattolici vicentini contro il nazifascismo alla Scuola del Lunedì

Penultimo appuntamento con la Scuola che cade nell'anniversario della Liberazione di Vicenza avvenuta il 28 aprile 1945

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Alba Lazzaretto, professoressa di Storia Contemporanea all'Università di Padova, racconta la Resistenza nel vicentino

L’anniversario della Liberazione d’Italia è appena trascorso e la Scuola del Lunedì, coordinata da Daniele Bernardini, non ha mancato di offrire uno spaccato di storia centrato sull’argomento, per non dimenticare. Per il penultimo appuntamento con la Scuola, lo scorso lunedì ai Ferrovieri, presso la sala della Biblioteca La Locomotiva, è stata ospitata Alba Lazzaretto, professoressa di Storia Contemporanea all’Università di Padova. Con una precisazione in esordio: Vicenza fu liberata il 28 aprile 1945.

Nei primi anni Quaranta erano circa 80mila gli iscritti all’Azione Cattolica nella diocesi vicentina: gruppi organizzati e consapevoli che ebbero molti scontri con il fascismo; il vescovo Carlo Zinato, arrivato a Vicenza nel 1943 – in sostituzione di Ferdinando Rodolfi – portò con sé un diktat verso gli esponenti dell’Azione: “non intromettersi nella Resistenza”. I cattolici disubbidirono: la Resistenza nel vicentino fu diffusa, attraverso numerosi gruppi che si organizzarono spontaneamente e in modo pervasivo.

Qualche numero: 12.645 partigiani e patrioti, più di 10mila internati militari italiani, 2.607 caduti e 1.504 deportati. A causa della sua posizione non lontana dalla Germania e dunque via privilegiata per un’eventuale fuga, Vicenza venne occupata già l’11 settembre 1943 dai nazifascisti. Inoltre, la città era al confine con il cosiddetto “Alpenvorland Adriatisches Kustenland”, ovvero la zona di Friuli-Venezia Giulia, Trentino Alto Adige e Adriatico direttamente governata dai tedeschi.

Il mondo cattolico attraverso una rete di parrocchie fornì aiuto ai primi “ribelli”: circolò fin da subito un’avversione generalizzata al fascismo che portò alla formazione delle “bande” in Altopiano, in collina ed in città. I partigiani avviarono una capillare attività di sabotaggio, attraverso l’assalto di caserme per la requisizione di armi, l’esplosione di ponti e rotaie e gli scontri armati.

Lazzaretto ha mostrato poi le fotografie di una carrellata di uomini, donne, religiosi e religiose che hanno combattuto contro il nazifascismo per la libertà, raccontando le loro storie e leggendo poesie e scritti.

Alba Lazzaretto alla Scuola del Lunedì

Docente di Storia Contemporanea presso l’Università degli Studi di Padova, Alba Lazzaretto si è occupata di storia veneta sotto diversi aspetti: sociale, religioso e politico, ma anche la contestazione studentesca. La studiosa, vicepresidente dell‘Istituto per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea della provincia di Vicenza “Ettore Gallo”, ha una forte passione per la ricostruzione storica della vita delle donne.

Lo scorso anno, con Antonio Spinelli, Marina Cenzon e Paolo Pozzato ha pubblicato il libro “La Resistenza vicentina. Studi e ricerche”, frutto di un ampio progetto di ricerca promosso da Istrevi, che offre un’analisi multidisciplinare sulla Resistenza nella provincia di Vicenza. Un manuale di 943 pagine che tocca aspetti ancora inesplorati dell’argomento. Ha da poco pubblicato il testo“Tina Anselmi. La donna delle riforme sociali” per Prometheus Editori, nella collana Donne nella Storia, Novità, Sezione Politica e istituzione, il quale narra il coraggio e l’impegno di una donna cattolica e partigiana, che ha vissuto la lotta come un “servizio”.

Appuntamento con l’ultimo incontro – per questo “anno scolastico” della Scuola del Lunedì – lunedì 4 maggio con Mario Pavan e Alberta Ruzzene che faranno un’incursione tra i dialetti del vicentino e alcune considerazioni nel rapporto con l’italiano.

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