
L’incontro organizzato al Teatro Comunale Città di Vicenza domenica 28 giugno da Roberto Vannacci, presidente di Futuro Nazionale, per una iniziativa di solidarietà con l’orafo Mario Roggero condannato anche in appello per avere ucciso due rapinatori finisce nel mirino della rappresentanza locale dell’Associazione Nazionale Partigiani Italiani (Anpi).

Danilo Andriollo, Franca Dal Maso e Luigi Poletto dell’Anpi provincia di Vicenza parlando di “sgomento e preoccupazione”.
Il “Generale” è atteso in città domenica prossima su organizzazione di Alberto Filippi, imprenditore vicentino, ex senatore della Lega, tornato alla ribalta di recente per aver subito una rapina nella sua villa. Parteciperà anche Giuseppe Cruciani, conduttore del programma La Zanzara di Radio24.
Vannacci a Vicenza: le considerazione dell’Anpi
I rappresentanti dell’Anpi hanno diffuso alcune considerazione critiche sul comizio di Vannacci in programma in città.
A partire dalle sue posizioni xenofobe, securitarie, omofobe e nazionaliste che “non possono che essere rigettate dalla città di Vicenza insignita di medaglia d’oro al valor militare per il ruolo avuto nella Resistenza – dicono -. Il fascismo in realtà non se ne è mai andato dalla società italiana, ma ha saputo rigenerarsi attorno ai tradizionali concetti di identità, gerarchia, ordine. La formazione guidata da Vannacci appare una filiazione dell’esperienza del Ventennio adattata ai tempi d’oggi e si inserisce in quella Internazionale della destra estrema che sta dilagando ovunque nel mondo a partire dal continente europeo.
La Vicenza antifascista in tutta la sua policroma composizione culturale e politica non può che isolare un partito così contrario, negli ideali e nelle politiche pubbliche, ai sentimenti di solidarietà, tolleranza, civiltà democratica, accoglienza, legalità, pace, giustizia sociale che dalla Resistenza al nazifascismo si sono trasferiti nella Costituzione repubblicana, Costituzione a cui Vannacci è in tutta evidenza estraneo”.
Anpi Vicenza, passa a poi a un altro aspetto ritenuto controverso: il tema dell’incontro, con il quale si vuole “parlare alla pancia delle persone”, cavalcando dunque il tema della sicurezza, sollecitando “risposte istintive a situazioni complesse”.
“Pensare di generalizzare la legittima difesa significa uscire dalla legalità costituzionale, violare il postulato del monopolio statuale dell’uso della forza, vulnerare il principio della sacralità della vita, assecondare la vendetta privata, accettare la logica di una primitiva guerra di tutti contro tutti”, è la posizione di Andriollo,Dal Maso e Poletto.
I tre sottolineano inoltre che nel caso di Roggero “la Corte d’Appello ha escluso la ‘ricorrenza degli elementi costitutivi dell’esimente della legittima difesa’. Costruire una ipotesi politica identitaria su una sentenza relativa ad un fatto in cui ci sono state due vittime denuncia lo spregio della legge, il mancato
riconoscimento dei pilastri valoriali su cui si regge una comunità all’insegna di una demagogia fondata sull’irrazionalità e sulla teorizzazione di un illegalismo di massa”.
Infine, la terza e ultima considerazione: “Stupisce – ancora i rappresentanti Anpi vicenza – che un incontro di questo tipo, così marcatamente contrario ai sentimenti di fraternità e di rispetto delle regole che animano i cittadini e le cittadine di Vicenza e ne alimentano l’operosità e l’impegno famigliare, civile e sociale, si celebri al Teatro Nuovo che è il palcoscenico della città. Una città democratica e antifascista, Una città amichevole e accogliente. Una città aperta e imprenditiva. Una città innovatrice e inclusiva.
Come è possibile che nel sito del Teatro di Vicenza, retto da una Fondazione di cui il Comune è socio fondatore, l’evento di Vannacci sia platealmente annunciato quasi fosse uno spettacolo tra i tanti di prosa o di danza con le seguenti parole: ‘Mobilitazione nazionale in solidarietà a Mario Roggero. Giuseppe Cruciani e Roberto Vannacci in difesa di Mario Roggero. Parte da Vicenza la mobilitazione per difendere il gioielliere Mario Roggero da una condanna ingiusta per aver difeso sè stesso e la sua famiglia da un gruppo di rapinatori. Mario Roggero rischia di morire in carcere, nessuno merita una sorte del genere. Introduce le motivazioni della mobilitazione l’imprenditore Alberto Filippi?
Così si utilizza uno spazio della città per legittimare una modalità aberrante di affrontare la questione della sicurezza e si normalizza ciò che una comunità democratica deve rigettare se non intende smarrire il senso di sé”, concludono Danilo Andriollo, Franca Dal Maso e Luigi Poletto dell’Anpi provincia di Vicenza.





































