
I prezzi dell’energia stanno raggiungendo livelli preoccupanti e il loro impatto potrebbe presto riflettersi sulle bollette delle imprese. A lanciare l’allarme è Confcommercio Vicenza, che chiede interventi urgenti per contenere il costo dell’energia e dei carburanti e sostenere le attività maggiormente esposte ai rincari.
Nei primi dieci giorni di agosto il PUN, il Prezzo Unico Nazionale dell’energia elettrica, ha raggiunto una media di 182 euro per megawattora, contro i 132 euro di gennaio, con un aumento del 37,9%. Ad agosto 2025 la media era invece di 108 euro per MWh.
Anche sul fronte del gas cresce la preoccupazione. La quotazione PSV di luglio ha raggiunto i 59,99 centesimi di euro al metro cubo, mentre la media del 2026 si aggira intorno ai 48 centesimi, contro i 40 centesimi registrati nel 2025.
Rincari energia, le imprese più esposte
Alla crescita dei prezzi dell’energia si aggiunge quella dei carburanti. Una situazione che preoccupa soprattutto le imprese del Terziario caratterizzate da consumi energetici elevati, come attività di ristorazione, strutture alberghiere, pasticcerie e panetterie, commercio all’ingrosso e dettaglio alimentare.
“Questa situazione mette le aziende in grande difficoltà – afferma Nicola Piccolo, presidente di Confcommercio Vicenza –: perché le pone di fronte alla scelta se incamerare l’aumento dei costi riducendo le marginalità, con conseguenze pesanti sui bilanci, o aumentare i prezzi, con riflessi negativi sulle vendite. In entrambe i casi le conseguenze sull’economia del Paese sarebbero pesanti e dunque è essenziale che ci si attivi, sia a livello nazionale che di Unione Europea, per tenere sotto controllo i prezzi di energia e carburanti”.
Confcommercio Vicenza: «Intervenire sugli oneri di sistema»
Una delle richieste avanzate da Confcommercio Vicenza riguarda gli oneri di sistema presenti in bolletta, a partire dalla componente Asos, relativa al sostegno delle energie da fonti rinnovabili.
“È necessario intervenire urgentemente sugli oneri di sistema presenti in bolletta – spiega Massimo Chiovati, vicedirettore di Confcommercio Vicenza e responsabile dello Sportello Energia dell’Associazione –. In primo luogo sulla componente Asos, ovvero l’onere per il sostegno delle energie da fonti rinnovabili”.
Questa voce incide sulle fatture delle utenze in bassa tensione non domestiche, che riguardano principalmente imprese del commercio, del turismo e dell’artigianato, per oltre 31 euro per MWh, pari a circa il 16% del prezzo medio della materia prima di agosto.
Secondo Chiovati, dal primo luglio 2026 Arera, l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente, ha previsto un primo adeguamento al rialzo della componente tariffaria dopo la riduzione effettuata nel secondo trimestre dell’anno in attuazione delle disposizioni del Decreto Bollette.
L’aumento è legato allo squilibrio finanziario determinato dal fatto che il gettito annuo risulta inferiore agli oneri relativi alle misure di incentivazione delle fonti rinnovabili.
“Considerato che le utenze in bassa tensione e le medie tensioni non energivore sono le prime contribuenti della componente Asos – prosegue Chiovati – è quanto mai urgente un nuovo intervento del Governo volto alla riduzione strutturale di questa componente, anche valutando soluzioni con interventi sulla fiscalità generale”.
La richiesta di un credito d’imposta per le imprese
Per Confcommercio Vicenza sarebbe inoltre necessario introdurre un credito d’imposta a favore delle imprese per compensare i maggiori costi energetici sostenuti in questi mesi, come già avvenuto durante la crisi energetica del 2022 e del 2023.
Nel frattempo, le aziende stanno cercando di contenere la spesa e sono sempre più numerose quelle che si rivolgono allo Sportello Energia di Confcommercio Vicenza per valutare i propri contratti di fornitura.
“Sempre più imprese si rivolgono all’Associazione per una valutazione dei contratti di elettricità e gas in essere – spiega Chiovati –. Quello che facciamo è stipulare convenzioni che permettono di usufruire di condizioni di mercato fortemente competitive”.
Tra le iniziative viene citato l’accordo con Magis, che prevede uno spread contenuto applicato agli indici PUN e PSV, oltre a condizioni vantaggiose sulle quote fisse.
L’analisi delle bollette può inoltre consentire di individuare clausole contrattuali poco chiare o costi nascosti, permettendo alle imprese di intervenire per ottenere un possibile risparmio.
Energia cara, un problema strutturale per l’Italia
Secondo Confcommercio Vicenza, il caro energia non rappresenta però un problema limitato all’attuale fase di aumento dei prezzi.
“Quello dell’elevato costo dell’energia in Italia non è un problema di oggi – evidenzia il presidente Nicola Piccolo –. Un rapporto della nostra Confederazione nazionale, che ha analizzato il divario dei prezzi sul mercato all’ingrosso Day Ahead di sei Paesi europei, ovvero Italia, Francia, Germania, Spagna, Polonia e Ungheria, ha messo in luce come, dal 2021 al 2025, abbiamo registrato anno dopo anno i maggiori prezzi dell’energia elettrica”.
Per Piccolo, alla base della situazione ci sono anche elementi strutturali: «Siamo penalizzati da una situazione strutturale fragile che ci vede, su questo fronte, dipendenti da Paesi terzi che spesso appartengono ad aree critiche dal punto di vista geopolitico».
A questo si aggiunge, secondo il presidente di Confcommercio Vicenza, «un mix produttivo sbilanciato sulle centrali a gas, che hanno ancora un ruolo, troppo importante».
«A seguito della guerra Russia-Ucraina, molto è stato fatto per diversificare gli approvvigionamenti del gas – conclude Piccolo –, ma è necessario ora proseguire senza ritardi anche sulla strada del nucleare».






































