Artigianato veneto, Manildo e Galeano: «A rischio 37 mila imprese e 60 mila addetti»

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Il futuro dell’artigianato veneto è al centro dell’allarme rilanciato dai consiglieri PD Giovanni Manildo e Paolo Galeano: a rischio 37 mila imprese e oltre 60 mila addetti.

Il futuro dell’artigianato veneto richiede un intervento regionale immediato sul ricambio generazionale, sull’accesso al credito e sulla semplificazione. È la posizione espressa dai consiglieri regionali del Partito Democratico Giovanni Manildo, capogruppo, e Paolo Galeano, vicepresidente della commissione Bilancio, dopo l’assemblea per i cinquant’anni di CNA Veneto.

I dati illustrati dalla confederazione regionale dell’artigianato indicano che, senza un piano organico per accompagnare il passaggio generazionale, nei prossimi dieci anni potrebbero scomparire 37 mila imprese oggi guidate da titolari con più di sessant’anni. Le ricadute stimate riguardano oltre 60 mila addetti e circa 10 miliardi di euro di prodotto interno lordo regionale.

Manildo e Galeano collegano l’allarme a un quadro già segnato dalla chiusura di oltre 14 mila imprese e da una crescita veneta che, nell’ultimo quinquennio, si sarebbe collocata sotto la media nazionale. Il tema si inserisce nel confronto regionale sugli strumenti destinati alle imprese artigiane, già oggetto di tavoli e bandi.

Artigianato veneto, chiesto un confronto urgente in commissione

I due consiglieri dem chiedono che le indicazioni del presidente di CNA Veneto Moreno De Col e del segretario Matteo Ribon vengano discusse in Terza commissione consiliare, competente per le attività produttive. L’obiettivo indicato è ascoltare le categorie economiche e individuare strumenti normativi e finanziari per sostenere il ricambio generazionale.

Tra le criticità richiamate figurano il credito, il peso della burocrazia, la carenza di incentivi mirati e la crescente distanza dei giovani dalle professioni manifatturiere. Per Manildo e Galeano, il sistema produttivo regionale non può essere considerato in grado di procedere automaticamente senza una programmazione pubblica capace di accompagnarne le trasformazioni.

La richiesta politica è quindi di aprire rapidamente un confronto istituzionale e di tradurlo in misure concrete. La continuità delle aziende, la trasmissione delle competenze e la tutela dell’occupazione vengono indicate come parti dello stesso problema: preservare l’artigianato veneto significa difendere una componente diffusa dell’economia e del tessuto sociale regionale.