
Il BESS di Sandrigo torna al centro del confronto politico regionale: Riccardo Szumski e Davide Lovat chiedono controlli sugli assetti societari e sulle garanzie future.
I consiglieri del gruppo Szumski Resistere Veneto sostengono che la transizione energetica debba procedere con maggiore trasparenza sulle società proponenti e sui soggetti finanziatori. La loro posizione richiama anche il quadro europeo della direttiva RED III, che accelera le procedure per gli impianti alimentati da fonti rinnovabili.
Il caso citato è quello del progetto di accumulo a batterie discusso a Sandrigo, autorizzato per una potenza di 72 MW e una capacità di 290 MWh. I due consiglieri chiedono che l’amministrazione possa ricostruire la catena proprietaria, conoscere i finanziatori e verificare la solidità dei soggetti chiamati a rispettare obblighi di lunga durata.
BESS di Sandrigo, le richieste alla Regione
Szumski e Lovat precisano di non essere contrari per principio alle rinnovabili o alle tecnologie di accumulo. Contestano però un modello nel quale, a loro giudizio, velocità autorizzativa e interesse finanziario possono prevalere sulla tutela del territorio e sulla possibilità delle comunità locali di incidere nelle decisioni.
Il gruppo annuncia ulteriori sollecitazioni alla Giunta regionale e alla Direzione Energia per verificare la documentazione relativa al progetto e valutare procedure uniformi nelle autorizzazioni uniche. Tra i punti indicati figurano la continuità delle fideiussioni, le risorse necessarie alla dismissione e al ripristino dei luoghi e l’aggiornamento delle informazioni in caso di cambiamenti societari.
Il tema dovrebbe essere affrontato anche durante l’esame dei progetti di legge regionali in materia energetica. L’obiettivo dichiarato è rendere accessibili, nei limiti previsti dalla legge, le informazioni pertinenti sugli operatori coinvolti. Immagine: Pittlesheugh Farm BESS.

































