Fine vita, Brescacin: «Scelta di responsabilità, nessuno resti solo nella sofferenza»

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Scelta di Brescacin sul fine vita in Consiglio regionale

Sonia Brescacin motiva il voto favorevole alla legge veneta sul fine vita richiamando cure, ascolto, libertà e responsabilità.

La scelta di Brescacin sul fine vita viene definita dalla consigliera regionale una decisione di responsabilità, non una legge sulla morte. In una dichiarazione diffusa dal Consiglio regionale del Veneto, Sonia Brescacin spiega di avere votato a favore con consapevolezza della delicatezza del tema e rispetto per chi ha maturato una posizione diversa per ragioni etiche, filosofiche o religiose.

Per la consigliera, difendere la vita significa prima di tutto non abbandonare chi diventa fragile. Elenca cure, informazione, ascolto, accompagnamento e cure palliative come responsabilità essenziali delle istituzioni e della medicina. Aggiunge però che, nelle condizioni rigorose fissate dall’ordinamento, la volontà di una persona pienamente consapevole debba essere ascoltata.

Il suo intervento segue l’approvazione della legge veneta sul fine vita con 32 voti favorevoli, 14 contrari e 5 astensioni. Il provvedimento disciplina procedure e garanzie sanitarie nei casi riconducibili ai criteri della Corte costituzionale.

Scelta di Brescacin sul fine vita tra cure e autodeterminazione

Brescacin richiama la tradizione veneta nelle cure palliative e chiede che gli investimenti continuino. Nella sua impostazione, cure palliative e suicidio medicalmente assistito non devono essere contrapposti: il primo compito pubblico è evitare che qualcuno chieda di morire perché privo di assistenza, alternative o relazioni di sostegno.

Dopo avere garantito questi percorsi, sostiene la consigliera, le istituzioni devono saper ascoltare anche chi giudica insostenibile la propria sofferenza. È una valutazione politica e personale che lega la libertà individuale a verifiche rigorose e a una presa in carico sanitaria effettiva.

Brescacin riconosce la legittimità dei voti contrari e afferma di avere seguito la propria coscienza. La politica, nella sua lettura, non deve sostituirsi alla scelta della persona, ma creare percorsi certi e condizioni nelle quali la decisione sia realmente libera.

La scelta di Brescacin sul fine vita si colloca dunque tra le posizioni favorevoli maturate oltre gli schieramenti. Il punto centrale della dichiarazione resta l’obbligo di accompagnare le persone vulnerabili senza lasciarle sole, anche nella fase finale della vita.