
Un agente ha riportato la rottura del setto nasale e una prognosi di dieci giorni; un secondo collega ha subito una distorsione al polso con cinque giorni di prognosi. Il sindacato denuncia una situazione non più sostenibile.
Una aggressione nel carcere di Vicenza ha provocato il ferimento di due appartenenti alla Polizia Penitenziaria. A darne notizia è la segreteria locale dell’Al.Si.P.Pe., secondo la quale i due agenti sarebbero stati colpiti da un detenuto all’interno della Casa circondariale cittadina.
Il bilancio riferito dal sindacato è pesante: uno dei due poliziotti ha riportato la rottura del setto nasale, con una prognosi di dieci giorni; l’altro una distorsione al polso, giudicata guaribile in cinque giorni. La comunicazione esprime solidarietà ai lavoratori feriti e formula l’augurio di una pronta guarigione.
L’episodio riporta al centro le condizioni operative dell’istituto berico, già segnate dalle criticità che accompagnano il dibattito sul sovraffollamento e sugli organici del carcere di Vicenza. Il sindacato indica proprio nella scarsità di personale e nella pressione sulle strutture due elementi che rendono più complessa la gestione quotidiana.
Aggressione nel carcere di Vicenza, il sindacato chiede un confronto
La segreteria regionale e quella provinciale di Al.Si.P.Pe. annunciano l’intenzione di attivare un confronto con gli organi regionali. Le richieste riguardano interventi immediati sugli organici, sulle dotazioni disponibili e sulle tutele effettive per chi lavora in prima linea nelle sezioni detentive.
Secondo il segretario locale Massimo Catalano, quanto avvenuto rappresenta l’ennesimo segnale di una condizione che non può essere considerata ordinaria. Alla carenza cronica di personale si aggiungerebbero il sovraffollamento, la presenza di detenuti con comportamenti sempre più violenti e la difficoltà degli agenti nel fronteggiare situazioni imprevedibili con risorse limitate.
Il comunicato non fornisce ulteriori dettagli sulla dinamica o sui provvedimenti adottati nei confronti del detenuto. Resta quindi centrale la ricostruzione interna dell’accaduto, insieme alla verifica delle condizioni di sicurezza e delle procedure seguite prima, durante e dopo l’aggressione.
Per la Polizia Penitenziaria, la tutela del personale non riguarda soltanto l’equipaggiamento. Comprende formazione, presenza numericamente adeguata nei turni, assistenza dopo gli episodi violenti e capacità di gestire detenuti con particolari fragilità o profili di rischio.
La nuova aggressione nel carcere di Vicenza pone così una questione organizzativa oltre che disciplinare. Il confronto annunciato dal sindacato dovrà chiarire quali interventi siano realizzabili nell’immediato e quali richiedano decisioni strutturali a livello regionale e nazionale.




































