
Il consigliere regionale di Forza Italia sostiene il rafforzamento dell’offerta formativa per le professioni sanitarie e si dice disponibile a favorire il dialogo tra Regione, ULSS 8, Università di Verona e istituzioni locali.
Il Polo sanitario universitario a Vicenza deve diventare, secondo Jacopo Maltauro, uno strumento per formare nuovi professionisti e rendere il territorio più attrattivo per i giovani. Il consigliere regionale di Forza Italia è intervenuto con una nota diffusa dall’ufficio stampa del Consiglio regionale del Veneto.
Maltauro valuta positivamente il progetto di rafforzamento del Polo universitario delle professioni sanitarie collegato all’Azienda ULSS 8 Berica. A suo giudizio, ampliare l’offerta e consolidare la collaborazione con l’Università di Verona significa creare opportunità formative concrete e preparare figure qualificate per rispondere ai bisogni di salute della comunità.
La posizione si inserisce in una fase di particolare attenzione per la sanità vicentina, nella quale investimenti tecnologici e capitale umano devono procedere insieme. L’azienda sanitaria ha recentemente presentato anche nuove tecnologie di mappaggio cardiaco al San Bortolo, un esempio di innovazione che richiede personale adeguatamente formato.
Polo sanitario universitario a Vicenza, collaborazione tra istituzioni
Il consigliere attribuisce al direttore generale Peter Assembergs il merito di avere costruito una prospettiva di sviluppo basata sul legame tra università e sanità pubblica. La realizzazione del percorso, osserva, richiede però programmazione, continuità amministrativa e collaborazione tra soggetti con competenze differenti.
Maltauro afferma di essere pronto a sostenere il progetto in Consiglio regionale e a favorire il confronto tra Regione Veneto, ULSS 8 Berica, Università di Verona e istituzioni locali. L’obiettivo dichiarato è accompagnare il piano fino al necessario supporto istituzionale, evitando che rimanga soltanto una proposta.
La formazione delle professioni sanitarie è un nodo decisivo anche per la tenuta degli organici. Ospedali e servizi territoriali devono infatti confrontarsi con pensionamenti, difficoltà di reclutamento e crescente specializzazione delle attività cliniche. Un’offerta universitaria più ampia può avvicinare gli studenti alle strutture nelle quali potranno successivamente lavorare.
Il progetto, nella lettura del consigliere, non riguarda quindi soltanto i corsi di studio. Può incidere sulla qualità dei servizi, sull’attrattività della provincia e sulla capacità del sistema pubblico di programmare le competenze necessarie nei prossimi anni.
Perché il Polo sanitario universitario a Vicenza produca risultati misurabili serviranno ora contenuti definiti: corsi, numero di posti, docenze, sedi, tirocini e risorse. Il passaggio dalle dichiarazioni alla programmazione permetterà di valutare tempi e ricadute effettive per studenti e cittadini.


































