Cisl Vicenza, over 55 protagonisti del mercato del lavoro, Consiglio “Necessario un tavolo tecnico e l’integrazione di lavoratori da Sud e estero”

Presentata questa mattina l'analisi curata da Francesco Peron e Stefano Dal Pra Caputo per il Centro Studi CISL Vicenza

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Cisl Vicenza
Stefano Dal Pra Caputo, curatore assieme a Francesco Peron della ricerca condotta dal Centro Studi CISL Vicenza; in collegamento streaming Raffaele Consiglio

Il mercato del lavoro è sempre più “vecchio”, ovvero le aziende operano portandosi dietro tanta esperienza ma poca innovazione, perché sono sempre di più i lavoratori over 55 protagonisti nelle imprese, in particolare manufatturiere. E’ quanto emerge dall’analisi curata da Francesco Peron e Stefano Dal Pra Caputo per il Centro Studi CISL Vicenza, e presentata questa mattina presso la sede di via Carducci a Vicenza dallo stesso Caputo. Il segretario generale Raffaele Consiglio ha partecipato in collegamento streaming a causa di un imprevisto tecnico.

La premessa è che la questione demografica incide pesantemente sul mercato del lavoro: nei prossimi 15 anni saranno tanti gli over 55 che usciranno dal mercato del lavoro per età, ma troppo pochi i giovani che vi entreranno.

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Il primo dato sociale è che nel 2026 sono 26,1% i residenti over 65 nella provincia di Vicenza (mentre nel 2008 erano il 19,2%); in calo invece gli under 25.

Un mercato del lavoro sempre più “vecchio” secondo Cisl Vicenza

Il secondo dato presentato da Cisl Vicenza è il tasso di occupazione: nel 2008 il tasso di occupazione tra i 55-64 anni era pari solo al 29,7% contro il 60,6% dello scorso anno. E questo evidenzia un altro aspetto altrettanto rilevante: cambia anche il modo in cui i lavoratori senior cessano di lavorare.

Nel 2008 quasi un terzo delle cessazioni over 55 rientrava nella categoria “Altro”, riconducibile in gran parte a pensionamenti diretti (all’epoca la soglia della pensione per anzianità era 62 anni, per molte categorie anche prima). Nel 2025 questa quota è poco più del 15% mentre sono cresciute in modo esponenziale le cessazioni per fine contratto a termine (+259%) e i licenziamenti economici individuali (+555%).

Gli over 55, dunque, oggi non escono più principalmente per pensionamento, ma circolano nel mercato del lavoro con le stesse logiche che caratterizzano i lavoratori più giovani.

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Analizzando le assunzioni totali per anno, notiamo che nel 2008 c’erano 110.865 nuove assunzioni, di cui 3.485 (il 3,11%) di over 55; nel 2025 sono 112.285 le nuove assunzioni, ma ben 11.370 sono nuovi lavoratori over 55 (il 10,1%). Andando a scomporre ulteriormente la fascia d’età, di queste oltre 11mila, ben 1.320 sono lavoratori con più di 64 anni.

Se si va a guardare quali sono i settori che soffrono di più di questo trend, vediamo al primo posto il manufatturiero con 945 nuovi assunti over 55 nel 2008 e 2.975 nel 2025, con una variazione del 214,8%. Al secondo posto il settore dell’istruzione con una variazione del 275,4% e al terzo servizi alle imprese, noleggi e agenzie con una variazione in aumento del 316,0%.

Questi dati dimostrano che, se fino a pochi anni fa un over 50 non avrebbe mai pensato di cambiare azienda, consapevole del fatto che l’età sarebbe stato un fattore deterrente in fase di recruiting, i numeri oggi raccontano una realtà ben differente, ovvero una grande mobilità anche per i lavoratori con più di 64 anni.

Le motivazioni, indicate da Dal Pra Caputo, sono in primo luogo un diverso sistema pensionistico, nel 2008 infatti l’Italia era in un’epoca pre-riforma Fornero, dunque i lavoratori andavano in pensione prima. Oggi invece i lavoratori hanno un’età più avanzata perché sono più numerosi; questo implica anche una modifica nella tipologia di prestazione: il lavoratore più anziano avrà infatti una maggiore esperienza e competenza, ma anche una minore propensione all’innovazione e ad apprendere le novità tecnologiche.

La necessità di un’inversione di mercato e di una discussione politica

«Questi dati dimostrano la fondatezza dell’allarme che avevamo lanciato come Cisl Vicenza  – commenta Raffaele Consiglio – Gli over 55 non sono più una componente residuale in uscita dal mondo del lavoro, ma una parte sempre più essenziale dell’offerta occupazionale del territorio e questo cambiamento impone politiche attive, formazione continua e tutele adeguate a un mercato del lavoro strutturalmente diverso da quello di quindici anni fa».

Consiglio ha indicato la necessità di un’inversione del mercato e della discussione della problematica attraverso un tavolo congiunto tra Regione, Provincia e Comuni. Una possibilità di risoluzione è aprire il mercato del lavoro a processi d’integrazione, acquisendo dunque lavoratori dal Sud Italia, dall’Europa e dal resto del mondo: «Siamo ancora poco ricettivi a queste possibilità» ha detto il segretario generale di Cisl Vicenza, sottolineando l’urgenza di sostenere il settore manufatturiero, in cui siamo particolarmente forti come Regione, ma dove attualmente l’innovazione ha poco spazio proprio perché mancano i giovani.

La quantità dei lavoratori over 55 nelle aziende è destinata ad aumentare sempre di più, ma cosa succederà quando, per raggiunti limiti di età, non si potrà più attingere alla fascia dei lavoratori senior?