
Manca poco più di un mese alla scadenza della manifestazione di interesse promossa dal Comune di Vicenza e dall’Agenzia del Demanio per individuare proposte di recupero e valorizzazione del complesso di San Biagio, nel cuore del centro storico cittadino. L’iniziativa punta a dare nuova vita all’ex convento e all’ex carcere, immobili di proprietà rispettivamente del Comune e dello Stato, attraverso un percorso di partenariato pubblico-privato.
L’obiettivo è raccogliere idee e progetti capaci di trasformare l’area in un polo dedicato agli studenti universitari e alla cittadinanza, con servizi, attività culturali, spazi espositivi, strutture ricettive e funzioni di interesse pubblico.
Complesso di San Biagio a Vicenza, cresce l’interesse per il recupero del complesso
In occasione della giornata informativa e di visita organizzata per i soggetti interessati a partecipare alla manifestazione di interesse, si sono recati nel complesso l’assessore allo sviluppo economico e al territorio Cristina Balbi e il consigliere comunale delegato alle buone pratiche Stefano Dal Pra Caputo.
Secondo quanto riferito dall’amministrazione comunale, oltre venti operatori economici hanno già manifestato interesse per il futuro dell’area, rimasta inutilizzata per circa quarant’anni.
“Invitiamo gli operatori economici a presentare proposte di destinazione e di trasformazione di tutta l’area che comprende la proprietà del Comune e quella del Demanio“, ha dichiarato l’assessore Cristina Balbi. “È fondamentale avere una visione generale per ottenere una rigenerazione complessiva e funzionale dello spazio pubblico“.
L’assessore ha inoltre ricordato come il progetto dovrà inserirsi nel più ampio processo di trasformazione urbana che interessa il quartiere, considerando la presenza della sede Iuav, il rinnovamento di Magis e i futuri interventi che coinvolgeranno la Biblioteca Bertoliana e il Cinema Corso.
Il nuovo Giardino San Biagio e la riapertura alla città
Un primo passo verso la riqualificazione dell’area è stato compiuto lo scorso 30 maggio con l’apertura del Giardino San Biagio, uno spazio di circa 800 metri quadrati restituito alla cittadinanza.
L’area verde dispone di panchine, amache e zone gioco dedicate ai bambini e, secondo l’amministrazione comunale, ha già riscosso un significativo apprezzamento da parte dei cittadini.
“È un segnale importante, perché dimostra come la riapertura anche solo di una parte del complesso abbia già cambiato la percezione di un luogo rimasto per troppo tempo chiuso e distante dalla città“, ha sottolineato Stefano Dal Pra Caputo.
La visita guidata per gli operatori
La giornata dedicata ai potenziali investitori è stata articolata in due momenti. Nella prima parte, i partecipanti hanno assistito alla presentazione della manifestazione di interesse curata dall’Agenzia del Demanio e agli approfondimenti tecnici e urbanistici illustrati dai dirigenti comunali Riccardo D’Amato e Piero Pelizzaro.
Successivamente, i partecipanti hanno potuto visitare direttamente il complesso e confrontarsi con i tecnici presenti per approfondire caratteristiche, criticità e potenzialità dell’area.
Un complesso storico di oltre 10 mila metri quadrati
Il compendio di San Biagio risale al XVI secolo e si estende su una superficie di circa 10.600 metri quadrati tra contra’ Pedemuro San Biagio e il fiume Bacchiglione, a ridosso delle mura medievali della città.
L’antico convento francescano, costruito nella prima metà del Cinquecento, venne profondamente modificato nella seconda metà dell’Ottocento per essere trasformato in struttura carceraria, funzione mantenuta fino al 1986. Nonostante le trasformazioni subite nel corso del tempo, il complesso conserva ancora elementi architettonici e decorativi di particolare valore storico e artistico.
Manifestazione di interesse aperta fino al 31 luglio
La manifestazione di interesse resterà aperta fino al 31 luglio e consentirà a Comune e Agenzia del Demanio di valutare la disponibilità del mercato a investire nel recupero del complesso.
L’obiettivo finale è individuare una soluzione sostenibile dal punto di vista economico e capace di generare valore sociale, culturale e urbanistico per l’intera città, restituendo alla comunità uno dei luoghi più significativi e allo stesso tempo più a lungo inutilizzati del centro storico vicentino.


































