
Al tavolo «Energia di sistema» di SSEC Vicenza, le Confindustrie di Vicenza, Brescia e Alto Adriatico hanno discusso connessioni, autorizzazioni e accumuli. Renato Zelcher richiama il peso dell’industria vicentina nei consumi regionali e chiede condizioni più certe per investire.
L’energia per le imprese vicentine è stata al centro del tavolo tecnico «Energia di sistema», svolto martedì 22 settembre a SSEC, la manifestazione su solare e accumuli in corso a Vicenza. Renato Zelcher, vicepresidente di Confindustria Vicenza con delega all’energia, ha confrontato le esigenze del territorio con Riccardo Monaci di Confindustria Brescia e Paolo Badin di Confindustria Alto Adriatico. Le tre organizzazioni hanno indicato tempi e costi delle connessioni, procedure autorizzative e incertezza normativa fra i principali ostacoli agli investimenti delle aziende.
Il confronto tecnico segue l’apertura di SSEC e la presentazione dei dati sul fotovoltaico veneto, ma porta un tema distinto: come trasformare gli impianti e i sistemi di accumulo in una scelta sostenibile per le attività produttive. Zelcher afferma che la provincia di Vicenza concentra circa il 25% dei consumi industriali del Veneto. La quota è un dato indicato dal rappresentante degli industriali; nel suo ragionamento spiega perché regole e tempi delle connessioni pesino in modo particolare sulle aziende locali.
Energia per le imprese vicentine: autorizzazioni e investimenti
Fotovoltaico e batterie, sostiene Zelcher, possono rafforzare l’autonomia energetica delle imprese, ma gli investimenti richiedono certezza normativa e procedure meno complesse. Monaci aggiunge che le aziende devono valutare un insieme di soluzioni coerenti con i propri consumi: produzione solare, accumuli, rete e contratti di lungo periodo. Secondo il rappresentante bresciano, tempi di connessione più rapidi e una maggiore stabilità delle regole sono decisivi per pianificazioni che possono durare dieci o quindici anni.
Badin, per Confindustria Alto Adriatico, mette l’accento sull’informazione tecnica alle imprese e sul confronto con i distributori energetici. Osserva che anche gli orari più convenienti per consumare energia possono cambiare con l’evoluzione dei mercati e degli impianti. Le diverse posizioni convergono quindi sulla necessità di conoscere meglio i profili di consumo e di ridurre le incertezze nei passaggi che precedono l’allacciamento.
Il tavolo non ha annunciato una nuova norma né un finanziamento già disponibile. I partecipanti intendono mettere in comune dati e pratiche dei tre territori manifatturieri e portare le richieste delle aziende ai livelli decisionali competenti. Confindustria Vicenza propone di contribuire a questo percorso con esperienze e proposte raccolte dalle imprese associate. La fotografia di copertina, diffusa dagli organizzatori, ritrae Badin, Monaci e Zelcher durante il confronto.




































