
Finanziamenti Simest per IA e quantum computing
I finanziamenti Simest per IA potranno sostenere dal 21 settembre 2026 gli investimenti delle imprese italiane nell’intelligenza artificiale e nel quantum computing. La nuova sezione dello strumento per la transizione digitale o ecologica avrà una riserva di 200 milioni di euro e condizioni dedicate anche alle piccole e medie imprese.
La misura può interessare direttamente il Vicentino, dove la presenza di aziende manifatturiere ed esportatrici rende particolarmente rilevanti gli investimenti in automazione, analisi dei dati, controllo della produzione e manutenzione predittiva.
Finanziamenti da 10 mila a 5 milioni di euro
La misura Simest per la transizione digitale o ecologica prevede un tasso agevolato attualmente indicato nello 0,371%, un anticipo fino al 50% e una durata estendibile a otto anni, compresi due anni di preammortamento, per le imprese che destinino tutte le risorse alle tecnologie previste.
L’importo minimo finanziabile è di 10 mila euro. Il limite massimo corrisponde al 35% dei ricavi medi degli ultimi due esercizi e non può superare 500 mila euro per le microimprese, 2,5 milioni per le piccole e medie imprese e 5 milioni per le altre aziende.
In presenza dei requisiti indicati dalla circolare operativa può essere riconosciuta una quota a fondo perduto fino al 10% del finanziamento, con un tetto di 100 mila euro. L’agevolazione non è automatica: dipende dalla completezza della domanda, dall’istruttoria e dalla disponibilità delle risorse.
Dati, macchinari, software e formazione
Per accedere alle condizioni dedicate, l’impresa dovrà destinare il 100% del finanziamento a investimenti, servizi e iniziative riconducibili all’intelligenza artificiale o al quantum computing.
Tra le spese considerate rientrano infrastrutture cloud, processori specializzati, sistemi per la raccolta e la gestione dei dati, software, integrazione con impianti e programmi gestionali, sicurezza informatica, consulenza, formazione e verifiche di conformità alla normativa europea sull’intelligenza artificiale.
Lo strumento si rivolge alle imprese con vocazione internazionale, ma comprende anche aziende non direttamente esportatrici che appartengano a una filiera produttiva. Simest ha presentato l’intervento come una misura destinata a rafforzare il Made in Italy nelle catene globali.
La sfida per il sistema produttivo vicentino
Nel Vicentino il problema non riguarda soltanto la disponibilità del finanziamento. Occorre che le imprese sappiano individuare progetti capaci di incidere realmente su produttività, qualità, consumi e organizzazione del lavoro.
I dati sulle competenze digitali richieste dalle imprese vicentine mostrano difficoltà nel reperire personale specializzato e una conoscenza ancora limitata delle applicazioni dell’intelligenza artificiale.
Il periodo che precede l’apertura del portale dovrebbe quindi servire a valutare requisiti, predisporre la documentazione e definire investimenti misurabili. Sarà utile verificare quanti progetti stiano preparando le aziende vicentine e quale assistenza offriranno associazioni imprenditoriali, Camera di commercio, banche e consulenti.





























