
Chiara Luisetto, consigliera regionale del Pd, critica i possibili rincari collegati al nuovo tariffario sanitario e chiede alla Giunta veneta di ampliare le esenzioni per i redditi bassi.
Il tema dei ticket sanitari in Veneto entra nel confronto politico regionale con la presa di posizione di Chiara Luisetto, consigliera del Partito Democratico e vicepresidente della commissione Sanità. Nella nota diffusa dal Consiglio regionale, Luisetto sostiene che il nuovo tariffario nazionale per la specialistica ambulatoriale e l’assistenza protesica potrebbe aggravare le spese a carico delle famiglie. Chiede quindi alla Giunta di intervenire sulle fasce di esenzione, a partire dai redditi più bassi.
La consigliera collega questa richiesta alle altre scelte fiscali della Regione. A suo giudizio, rivendicare riduzioni del bollo auto e accettare aumenti nelle prestazioni sanitarie sarebbe una contraddizione: il beneficio da una parte potrebbe essere compensato da costi maggiori dall’altra. Il confronto sulla sostenibilità del servizio pubblico si inserisce in una discussione più ampia, affrontata anche nel bilancio della sanità veneta pubblicato negli scorsi anni.
Ticket sanitari in Veneto, la richiesta di Luisetto sulle soglie
Luisetto riconosce che, secondo la sua ricostruzione, alcune prestazioni non aumenteranno e che il tetto massimo regionale sul ticket può limitare l’importo in determinati casi. Ritiene però che rincari distribuiti su più esami diagnostici, visite e dispositivi finirebbero comunque per pesare sui nuclei familiari che devono affrontare più spese nello stesso periodo. Per questo sollecita un aggiornamento delle soglie di esenzione, che definisce non più adeguate rispetto al valore attuale delle pensioni minime e dei redditi inferiori.
La consigliera attribuisce alla Giunta la responsabilità politica di scegliere come proteggere i cittadini dall’eventuale aumento dei costi. La proposta formulata nella nota è di estendere le fasce di esenzione per chi ha meno risorse economiche. Si tratta di una richiesta dell’opposizione, non di una misura già approvata: nel testo diffuso non figurano una delibera regionale sulle nuove soglie né una tabella con gli importi dei singoli ticket.
Luisetto conclude sostenendo che la tutela della salute non dovrebbe dipendere dalla capacità di sostenere ulteriori pagamenti. La sua critica riguarda dunque sia l’effetto potenziale del tariffario sulle famiglie sia il criterio con cui la Regione potrebbe rispondere. Per valutare la portata concreta delle variazioni serviranno gli atti applicativi e le tariffe delle singole prestazioni; la nota politica, da sola, non quantifica l’esborso per ciascun cittadino.











































