Fine vita in Veneto, Giorgia Bedin spiega il sì: «Più tutele per pazienti e medici»

26
Fine vita in Veneto, la consigliera Giorgia Bedin

Giorgia Bedin annuncia il voto favorevole alla proposta veneta sul fine vita: procedure uniformi, cure palliative e obiezione di coscienza.

Sul fine vita in Veneto la consigliera regionale Giorgia Bedin, esponente della Lega-Liga Veneta, annuncia un voto favorevole. La sua posizione richiama il quadro definito dalla sentenza 242 del 2019 della Corte costituzionale, dalla quale derivano le condizioni per la non punibilità dell’aiuto al suicidio medicalmente assistito.

Il suo intervento si aggiunge alle diverse posizioni espresse durante l’esame del testo, ricostruite anche nell’articolo sul confronto in Consiglio regionale e l’appello di Liberi Subito. Bedin sostiene che la Regione non stia introducendo una nuova possibilità, ma debba disciplinare percorsi già esistenti.

Fine vita in Veneto, le ragioni del voto favorevole di Bedin

Secondo la consigliera, la proposta può fissare verifiche, tempi e tutele uniformi per evitare ritardi e disparità nel trattamento delle richieste. Si tratta della sua valutazione politica e giuridica sul provvedimento, non di una certificazione anticipata degli effetti della legge.

Bedin afferma inoltre che la disciplina non sarebbe in contrasto con le cure palliative. Nella sua ricostruzione, il testo rafforza l’obbligo di informare la persona sulle alternative disponibili e valorizza il contributo del medico palliativista all’interno della commissione chiamata a esaminare i singoli casi.

Un altro punto indicato è l’obiezione di coscienza dei medici. La consigliera ritiene che le modifiche apportate durante l’iter chiariscano l’ambito di applicazione e offrano maggiori garanzie sia a chi presenta la richiesta sia ai professionisti sanitari coinvolti.

Il voto favorevole viene quindi motivato con l’obiettivo di ridurre le zone d’ombra procedurali. Restano aperte le obiezioni espresse da altri gruppi e consiglieri, che contestano il merito della proposta o ritengono necessario un diverso intervento del legislatore nazionale.

La sentenza costituzionale richiamata da Bedin stabilisce condizioni rigorose e non configura un accesso indiscriminato. La normativa regionale in discussione riguarda soprattutto organizzazione sanitaria, tempi delle verifiche e responsabilità degli organismi chiamati a valutare i requisiti.

La posizione sul fine vita in Veneto espressa da Giorgia Bedin contribuisce così a rendere visibili le differenze presenti anche nella maggioranza. L’esito definitivo dipenderà dal voto dell’assemblea e dal testo approvato, che dovrà poi essere valutato nel quadro delle competenze regionali e nazionali.