
(Adnkronos) – Pressione fiscale, elezioni politiche, Ucraina, impegno per le famiglie. Giorgia Meloni non si è risparmiata nella sua ultima intervista rilasciata al direttore de Il Foglio, Claudio Cerasa, in cui ha fatto il punto su tutti i temi più caldi del momento.
“Rimpianti veri e propri non ne ho. Mi pento forse di aver ritenuto sufficiente fare le cose, anche quando non riuscivo a raccontare tutto il lavoro. Sono convinta da sempre che i fatti siano molto più forti di qualsiasi narrazione. Oggi, però, mi rendo conto che sarebbe stato importante far conoscere meglio tutto il nostro lavoro. Perché ha ragione Sabino Cassese quando dice che questo governo ha sfornato provvedimenti ogni settimana, e quei provvedimenti hanno dei contenuti e degli obiettivi. Se ci si pensa è un lavoro enorme, e mi sarebbe piaciuto riuscire ad aggiornare meglio gli italiani sul complesso di questo impegno”, ha cominciato il presidente del Consiglio.
Pochi rimpianti anche sul referendum sulla Giustizia: “Avevamo preso l’impegno di presentare una riforma della giustizia, e lo abbiamo fatto. E anche se gli italiani hanno deciso di non confermarla, noi abbiamo fatto il nostro dovere”, ha precisato. Poi, ha aggiunto: “Ho scelto di fare politica a destra, alle critiche sono più che abituata. Ma non le ignoro, perché possono spingerti a migliorare. Mi ha fatto male vedere le persone che mi vogliono bene attaccate o insultate solo per colpire me. Se c’è una critica che mi ha fatto riflettere è quando mi è stato detto: ‘Vedi, ora che sei a Palazzo Chigi ti rendi conto di quanto sia difficile governare la Nazione’. E’ verissimo perché, come ho detto, ci sono stati giorni in cui mi è parso di nuotare nella colla. Ci sono migliaia di ostacoli che da fuori non vedi, che fanno sembrare ogni cosa molto più facile di quanto lo sia in realtà”.
La quale ha parlato anche di Emma Bonino, scomparsa ieri a 78 anni. “Lei ed io siamo state due donne veramente molto distanti sui contenuti. Ma questo non mi ha mai impedito di rispettare la persona, la sua competenza, la sua autorevolezza e la sua capacità di capire che il ruolo delle donne in questa società, anche nella politica, non è mai qualcosa che devi aspettare”.
Sulla pressione fiscale, la premier ha sottolineato che “l’indice in questi anni non si è ridotto ma si sono ridotte le tasse che pagano imprese, lavoratori e famiglie, ed è questa la cosa che conta. Un lavoratore dipendente con un reddito di 26mila euro l’anno, grazie ai nostri provvedimenti, ha un beneficio annuo che va da un minimo di 1.200 euro a un massimo di 2.400 euro annui e per una madre lavoratrice questi importi sono ben più alti. Mentre i lavoratori autonomi hanno usufruito della estensione della flat tax. Con le scarse risorse a disposizione in questi anni era oggettivamente difficile fare di più”. Sempre sulle famiglie ha aggiunto: “Mi pesa molto non aver potuto fare di più per famiglie e imprese proprio rispetto al caro energia, pur avendo dedicato, soprattutto a inizio legislatura, buona parte delle risorse a disposizione per affrontare il problema. Continueremo a farlo anche in questa fase”.
Sulle prossime elezioni politiche, Meloni ha dichiarato: “L’Italia è oggi più affidabile e attrattiva perché è finalmente una nazione stabile e credibile. E questo è stato possibile anche grazie a una strategia portata avanti negli anni da una maggioranza politica compatta. E se domani gli italiani decideranno di accordare la loro fiducia a qualcun altro, mi auguro che sia qualcuno che non dilapiderà questa preziosa eredità. Perché noi tifiamo per l’Italia, sempre e comunque”.
Infine, sui suoi avversari politici e non solo: “Dovendo scegliere un libro o un film o una serie tv “a Conte e Schlein consiglio ‘Una poltrona per due’, e non credo che serva spiegare il perché. A Renzi ‘Ritorno al futuro’, per la nostalgia degli anni che furono. A Calenda ‘L’ultimo dei Mohicani’, per la tenacia con cui si oppone agli estremismi della sinistra. A Vannacci consiglierei ‘Il Mago di Oz’, perché l’uomo che proietta la sua immagine gigantesca, alla fine del film, è un po’ quello che mi capita di pensare quando vedo quei video fatti con l’AI di lui muscoloso condottiero e poi lo ritrovo a fare le gare di nuoto con Renzi. A Tajani e Salvini consiglio ‘Stranger Things’, serie meravigliosa, perché guardare quella comitiva all’apparenza improbabile che combatteva una battaglia più grande di lei mi ha fatto spesso sorridere, pensando a questi anni”, ha concluso.
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