Love Sharing Festival a Cagliari, teatro e nonviolenza nel segno di Capitini e Dolci

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Love Sharing Festival, Capitini e Dolci nella grafica della rassegna

Il Love Sharing Festival torna a Cagliari dal 5 novembre al 4 dicembre con un’edizione dedicata ad Aldo Capitini e Danilo Dolci, tra teatro, educazione, nonviolenza e impegno civile.

La manifestazione, giunta all’undicesima edizione, è organizzata da Theandric Teatro Nonviolento con la direzione artistica di Maria Virginia Siriu e la consulenza scientifica di Salvatore Deiana, ricercatore di Pedagogia generale e sociale dell’Università degli Studi di Cagliari. Il Teatro Sant’Eulalia sarà la sede principale di incontri, reading, spettacoli e attività formative.

Il programma prende spunto dal rapporto umano e intellettuale fra Capitini e Dolci, iniziato nel 1952 quando il filosofo scrisse all’attivista durante il suo primo digiuno in Sicilia. La città ha ospitato recentemente anche il Premio Andrea Parodi dedicato alla musica e alla cultura sarda, in un calendario autunnale che intreccia linguaggi artistici e riflessione civile.

Love Sharing Festival, il programma tra ricerca e spettacolo

Il percorso mette in dialogo la ricerca politica e pedagogica di Capitini con la maieutica reciproca elaborata da Dolci. Il verso «Ciascuno cresce solo se sognato» sintetizza l’attenzione alla responsabilità delle relazioni e alla capacità delle comunità di riconoscere le possibilità di ogni persona.

Il Love Sharing Festival propone incontri pubblici sui temi della pace, dell’informazione, dei diritti e della partecipazione, affiancati da attività rivolte al mondo universitario e scolastico. Il progetto utilizza il teatro non soltanto come forma di rappresentazione, ma come strumento educativo e spazio di confronto tra esperienze differenti.

L’edizione 2026 approfondisce anche le forme contemporanee del dominio e della violenza, cercando pratiche fondate sull’ascolto e sulla cooperazione. Il calendario comprende letture multiculturali e tre spettacoli teatrali, distribuiti nell’arco di un mese per consentire un percorso continuativo.

La manifestazione, nata nel 2015, mantiene al centro il rapporto fra linguaggi artistici, ricerca scientifica e cittadinanza. L’obiettivo dichiarato è trasformare il ricordo di due protagonisti della cultura nonviolenta italiana in domande rivolte al presente e alle responsabilità individuali e collettive.