
Per la scomparsa di Nadia Santini, il presidente del Veneto Alberto Stefani ricorda una professionista capace di portare le proprie radici vicentine ai vertici della cucina internazionale.
Il messaggio di cordoglio è stato diffuso dalla Regione del Veneto dopo la morte della chef, avvenuta a 73 anni. Stefani ha sottolineato il percorso costruito con talento, dedizione e umiltà e il rilievo assunto dal ristorante Dal Pescatore nella gastronomia italiana.
La notizia della morte di Nadia Santini e della sua carriera da tre stelle Michelin era stata pubblicata nelle ore precedenti. La dichiarazione del presidente regionale aggiunge il riferimento alle origini di San Pietro Mussolino e al legame mantenuto con la cultura veneta.
Nadia Santini, dalle radici vicentine alle tre stelle
Stefani ricorda che nel 1996 Santini fu la prima chef donna italiana a conquistare le tre stelle Michelin, riconoscimento mantenuto ininterrottamente. Nel 2013 arrivò anche il titolo di migliore chef donna al mondo, ulteriore conferma della dimensione internazionale raggiunta dal suo lavoro.
Originaria del Vicentino, aveva costruito da autodidatta il proprio percorso professionale affiancando la suocera Bruna. Alla guida del ristorante Dal Pescatore, a Runate di Canneto sull’Oglio, conquistò la prima stella nel 1982 e la seconda nel 1988, prima del terzo riconoscimento.
«Oltre ai riconoscimenti resta il suo esempio», afferma Stefani, richiamando la capacità di coniugare rigore e passione con semplicità, sensibilità ed empatia. Il presidente rivolge quindi la vicinanza della Regione alla famiglia e conclude il proprio messaggio con un ringraziamento personale alla chef.
Il ricordo istituzionale mette in evidenza come la storia di Nadia Santini abbia unito territorio, impresa familiare e alta cucina. Il suo nome è divenuto un riferimento per generazioni di professionisti e per il riconoscimento del ruolo delle donne nella ristorazione italiana.

































