CCIAA Vicenza: cala il fatturato delle imprese del manifatturiero nel primo trimestre. Male moda e orafo

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Secondo un’indagine congiunturale della Camera di Commercio di Vicenza sul settore manifatturiero in provincia di Vicenza e relativa al primo trimestre 2026 tutti gli indicatori sulle imprese sono in negativo.

Un dato reso noto oggi, durante la presentazione dell’analisi realizzata dall’Ufficio Studi della CCIAA vicentina in occasione dell’Osservatorio provinciale sull’Economia e il Lavoro.

Dopo il lieve segno positivo con cui si era chiuso il 2025, il nuovo anno si è aperto con un’inversione di tendenza, frutto sia delle tensioni internazionali che delle loro ripercussioni sui costi operativi e sulla fiducia che rappresenta un fattore fondamentale per la crescita.

In particolare, la produzione è diminuita dello 0,5% rispetto al trimestre precedente (dato peggiore rispetto a quello veneto, leggermente positivo, e nazionale, pari a -0,1%), anche se questo andamento viene mitigato dal confronto con il 1° trimestre 2025, rispetto al quale invece l’andamento rimane positivo (+0,6%).

L’andamento produttivo mostra un percorso diversificato per settore, con valori positivi per il legno-mobile, la chimica-gomma-plastica, la metalmeccanica e in misura minore per la concia, mentre si attestano in territorio negativo per il sistema moda e l’orafo.

In diminuzione più marcata il fatturato, che registra un -1,6% rispetto a fine anno e -1,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Altro segnale di allerta riguarda le ore autorizzate di Cassa integrazione: nel primo trimestre sono cresciute del 10% rispetto al quarto trimestre dell’anno scorso (+10%), anche se ancora di molto inferiori rispetto al primo trimestre 2025 (da 5,9 a 4,1 milioni, -31%).

In merito si registrano le parole di Barbara Beltrame Giacomello, presidente di Confindustria Vicenza anche in riferimento a quanto detto nel costo dell’assemblea di Confindustria dal presidente Emanuele Orsini che ha esposto la relazione all’assemblea annuale: “La relazione del presidente Orsini ha avuto il merito di dire con chiarezza una cosa che molte imprese, soprattutto nei territori manifatturieri come il nostro, stanno vivendo da tempo: non siamo più dentro una normale fase congiunturale difficile, ma dentro un cambio strutturale di scenario. Continuare a trattarlo con gli strumenti ordinari o, peggio, con gli automatismi burocratici degli ultimi anni sarebbe un errore gravissimo”.