Massimo Parolin: “Le forze del male nei miei libri? Solo fantasia”

Per l’autore della saga gotica di Vicenza l’esorcismo è tema troppo complesso con poco a che vedere con la Colonna infame in Corso Palladio, eretta in memoria degli orrori dell’esoterico Galeazzo da Roma, la leggenda dei nani pietrificati di Villa Valmarana, il fantasma di Luigi da Porto nell’omonima villa di Montorso Vicentino

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esorcismo massimo parolin
Massimo Parolin (foto G. Matteazzi)

(articolo da VicenzaPiù Viva n. 307sul web per gli abbonati tutti i numeri, ndr)

A proposito di esorcismi, anche “Discesa a Malebolge”, terzo volume della saga gotica scritta da Massimo Parolin, contiene un riferimento all’episodio avvenuto nel dicembre 2021 a Monte Berico, che viene inserito nella descrizione degli aspetti misteriosi della Città del Palladio. Infatti, Vicenza, oltre a essere “bellissima”, è stata anche sfondo di episodi non del tutto spiegabili, un po’ reali un po’ leggendari, di cui si trova traccia in monumenti ed edifici tuttora esistenti. La Colonna Infame in Corso Palladio nelle immediate vicinanze del cinema Odeon - eretta in memoria degli orrori perpetrati da Galeazzo da Roma, un cittadino benestante con la passione dell’occultismo -, la leggenda dei nani di Villa Valmarana, il fantasma di Luigi da Porto nell’omonima villa di Montorso Vicentino, le storie di folletti, diavoli, streghe e anguane… insomma, Vicenza ha la sua buona dose di leggende. L’episodio del Santuario di Monte Berico è però qualcosa di più concreto di un racconto della tradizione.

Con queste parole Massimo Parolin, che scrive per passione ma innanzitutto è comandante della Polizia Locale, ha ricordato quell’evento (al quale non ha assistito direttamente) nel secondo capitolo di Discesa a Malebolge: “Alla centrale Operativa era stato richiesto un intervento urgente presso il Santuario di Monte Berico in ausilio alla Polizia di Stato, già presente sul posto. I miei agenti entrarono e trovarono il padre confessore intento a spiegare come una giovane ragazza, accompagnata dalla madre, all’interno della celletta del confessionale avesse iniziato a trasfigurarsi con gesti incontrollati, bestemmie, urla, pronunciando frasi in lingue diverse […] venne chiamato il padre esorcista, che le condusse il rito dalle 11.00 fino alle 20.30, ora nella quale la donna esausta cadde a terra, soccorsa dai medici e paramedici...”.
Una descrizione aderente a quanto avvenuto nella realtà, fedelmente riportato nel rapporto della pattuglia intervenuta nell’occasione.

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