
Anni fa, nelle aree di viale San Lazzaro e viale Verona di Vicenza la prostituzione era più intensa che oggi e chi ha memoria delle cose cittadine ricorda “processioni” di clienti. Un fenomeno via via scemato che tuttavia ha indotto l’attuale amministrazione comunale di centrosinistra a dispiegare sul campo forze della Polizia locale.
Appena ieri, da Palazzo Trissino sono stati snocciolati i dati di questo impegno: in poco più di un mese, grazie alle modifiche del Regolamento di polizia urbana e sulla civile convivenza, 12 clienti sono stati multati nell’ambito dei controlli della polizia locale di Vicenza per il contrasto allo sfruttamento della prostituzione.
Fanno riflettere le modalità organizzative dei controlli, spiegate ieri durante un sopralluogo in viale San Lazzaro dal comandante della polizia locale Massimo Parolin: due agenti in borghese, a rotazione per non essere riconoscibili, coadiuvati da due colleghi con la pattuglia, per uscite che avvengono, in media, quattro volte a settimana. Un impegno che non può non sottrarre personale ad altri compiti di sorveglianza, per di più in orario notturno.
Controlli, questi e così organizzati, che puntano sui clienti – con motivazioni anche comprensibili –, ma che sono anche rivolti a una potenziale “punta dell’iceberg”. La prostituzione in strada appare infatti (non di certo solo a Vicenza) una porzione ancora consistente del fenomeno ma che, con il passare degli anni, prende sempre più… la strada di casa.
Doveroso, allora, premettere che non esiste una forma “buona” di prostituzione, se la stessa non è autonoma e libera, ovvero se a sua volta è legata a fenomeni di criminalità e tratta di esseri umani, dove le persone sono vittime di sfruttamento.
Ma, proseguendo, non si può non tenere conto delle forme “alternative” di cui dicevamo (indoor). Del resto, lo stesso sindaco di Vicenza, Giacomo Possamai, durante il sopralluogo ha ammesso di non ignorare che la prostituzione, in forma consistente, si sia spostata sul web: “L’online ha cambiato completamente il fenomeno”, ha detto il primo cittadino senza entrare più di tanto nel dettaglio.
Che è questo: la prostituzione – anche a Vicenza – si è spostata in luoghi privati in cui escort di lusso esercitano un mestiere che andrebbe regolarizzato, e – soprattutto – in appartamenti, residence e altri luoghi i cui proprietari incassano in nero affitti enormi e senza pagare tasse.
Ecco, su questo aspetto bisognerebbe incidere maggiormente, mentre i controlli per strada vantati dall’amministrazione comunale assumono un po’ l’aspetto di “scena”, con il comandante della Polizia locale mandato in giro a fare il censore.





































