Nutrie a Parco Querini, l’Ulss 8 non conferma accessi al pronto soccorso

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Le presunte aggressioni delle nutrie Parco Querini restano prive di un riscontro sanitario ufficiale: l’Ulss 8 Berica ha comunicato che i dati richiesti non sono archiviati in forma strutturata e quindi non possono essere estratti.

Il chiarimento nasce da una richiesta presentata da Michele Favaron alla Direzione generale dell’Ulss 8 Berica dopo le notizie diffuse a fine luglio su presunte persone morsicate nel parco cittadino. La domanda riguardava eventuali accessi al pronto soccorso dell’ospedale San Bortolo tra il 20 luglio e il 2 agosto 2026. Il tema si inserisce nel più ampio confronto sulla gestione e la sicurezza di Parco Querini.

Nella risposta dell’11 settembre, allegata alla comunicazione ricevuta, l’azienda sanitaria riferisce di avere svolto verifiche sui propri sistemi informativi e gestionali. Le informazioni richieste, tuttavia, non sarebbero oggetto di una rilevazione specifica né archiviate in modo strutturato. Per questa ragione l’Ulss non ha potuto estrarre un dato capace di confermare o smentire la presenza di accessi riconducibili a morsicature di nutrie.

Nutrie Parco Querini, che cosa dice il riscontro sanitario

La conclusione richiede una distinzione netta: l’assenza di un dato estraibile non prova che gli episodi non siano avvenuti, ma neppure offre una conferma ufficiale. Favaron sostiene quindi che le aggressioni debbano essere considerate, allo stato degli atti, non verificate. Nella sua nota richiama anche l’uso, nella circolazione social della vicenda, di un’immagine prodotta con intelligenza artificiale raffigurante una persona circondata da nutrie.

Proprio per evitare equivoci, l’immagine scelta per questo articolo mostra soltanto il luogo interessato e non ricostruisce alcuna aggressione. Il punto documentale resta la risposta dell’azienda sanitaria: i sistemi consultati non consentono di isolare la causa indicata nella richiesta. Ogni valutazione sulle nutrie di Parco Querini deve dunque tenere separati i racconti circolati online, le immagini non documentarie e i riscontri effettivamente disponibili.

La vicenda mantiene un interesse pubblico per la città, perché coinvolge uno dei suoi principali spazi verdi e il modo in cui vengono diffuse informazioni relative alla sicurezza. Eventuali nuove testimonianze, referti o atti ufficiali potranno integrare il quadro; al momento, la documentazione trasmessa non contiene una conferma sanitaria delle aggressioni riferite.