Operaio morto a Barbarano Mossano, Luisetto e Dalla Pozza: «Il cordoglio non basta»

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Operaio morto a Barbarano Mossano, ambulanza e carabinieri

Un operaio ventenne è morto nello stabilimento ZinCol Italia di Barbarano Mossano. Luisetto e Dalla Pozza chiedono più prevenzione e controlli.

L’operaio morto a Barbarano Mossano riporta al centro del dibattito la sicurezza nei luoghi di lavoro. La tragedia si è verificata giovedì 27 agosto nello stabilimento ZinCol Italia, come riferisce la ricostruzione della Tgr Veneto. La vittima era un giovane lavoratore di origine romena, dipendente di una ditta esterna.

Secondo le prime informazioni, ancora sottoposte agli accertamenti, il giovane stava eseguendo lavori sul tetto dello stabilimento quando una parte della copertura avrebbe ceduto. Nel tentativo di evitare la caduta si sarebbe aggrappato a un carroponte, entrando in contatto con componenti elettriche e rimanendo folgorato prima di precipitare. I sanitari del Suem 118 non hanno potuto salvarlo. Sul posto sono intervenuti i carabinieri e i tecnici dello Spisal, cui spetta ricostruire la dinamica e verificare eventuali responsabilità.

L’incidente segue altre tragedie che hanno colpito il territorio, tra cui la morte dell’operaio rimasto gravemente ferito in un infortunio sul lavoro avvenuto a Longare. Sono vicende distinte, ma entrambe richiamano il problema della prevenzione e della tutela di chi opera nei cantieri e negli stabilimenti.

Operaio morto a Barbarano Mossano: l’intervento di Luisetto e Dalla Pozza

Chiara Luisetto, componente della commissione Lavoro del Consiglio regionale, e Antonio Marco Dalla Pozza, vicecapogruppo del Partito Democratico a Palazzo Ferro Fini, hanno espresso vicinanza alla famiglia, ai colleghi e agli affetti del giovane.

I due esponenti del PD sottolineano che saranno gli accertamenti a chiarire quanto accaduto e le eventuali responsabilità. Nella loro valutazione politica, tuttavia, le istituzioni non possono limitarsi al cordoglio davanti a una nuova morte sul lavoro. Chiedono prevenzione, formazione continua, controlli efficaci e risorse adeguate per gli organismi incaricati delle verifiche.

Luisetto e Dalla Pozza richiamano in particolare gli organici degli Spisal e sostengono che la Regione dovrebbe tornare a investire con maggiore forza nei corsi di formazione. Chiedono inoltre che la cultura della sicurezza coinvolga istituzioni, imprese e lavoratori e diventi parte stabile dell’organizzazione del lavoro.

Il comunicato del PD collega questa richiesta alla storia produttiva del Vicentino: proprio in un territorio fondato sul lavoro e sull’impresa, affermano i consiglieri, la tutela delle persone deve venire prima di ogni altra considerazione. Le loro sono valutazioni politiche; la ricostruzione dei fatti e delle responsabilità rimane affidata alle autorità competenti.