Pesca veneta, l’appello dei pescatori a Chioggia: Morosin chiede risorse e nuove regole UE

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Pesca veneta, pescherecci ormeggiati nel canale San Domenico a Chioggia

Dopo l’incontro a Chioggia con una delegazione europea, il consigliere regionale Alessio Morosin rilancia le richieste dei pescatori: meno burocrazia, sostegni economici e regole adatte all’Alto Adriatico.

La pesca veneta chiede ascolto alle istituzioni europee. Nell’incontro tenuto lunedì 21 settembre nel municipio di Chioggia, il pescatore e armatore Paolo Perini ha rivolto un appello ai rappresentanti politici presenti perché aiutino le marinerie a continuare a lavorare. A riportarlo è il consigliere regionale Alessio Morosin, della Liga Veneta Repubblica, nella nota diffusa dal Consiglio regionale del Veneto. Morosin chiede risorse, semplificazione e politiche europee che tengano conto delle caratteristiche dell’Alto Adriatico: sono le richieste emerse dal confronto, non decisioni già assunte.

L’appuntamento segue la missione della commissione Pesca del Parlamento europeo tra Chioggia e il Delta del Po, annunciata nei giorni scorsi. Secondo la ricostruzione del consigliere, alla riunione organizzata dall’europarlamentare Anna Maria Cisint hanno partecipato pescatori, armatori, associazioni di categoria, rappresentanti del Parlamento europeo, il sottosegretario al ministero dell’Agricoltura Patrizio Giacomo La Pietra e amministratori locali e regionali. Il confronto ha portato sul tavolo problemi che le imprese del settore descrivono come urgenti.

Pesca veneta, le richieste emerse a Chioggia

Tra le difficoltà indicate dai pescatori figurano, riferisce Morosin, il costo del carburante, gli adempimenti burocratici e il ricambio generazionale. Il consigliere sostiene che le regole europee dovrebbero distinguere meglio le condizioni dell’Alto Adriatico da quelle di altri mari. Cita inoltre la concorrenza nel Mediterraneo e la sostenibilità economica delle uscite in mare, affermando che per alcuni operatori il costo del lavoro e del carburante rischia di rendere non conveniente salpare.

Nella nota Morosin indica una riduzione della flotta italiana da circa 16 mila a 11 mila pescherecci e afferma che in Veneto le unità ferme sarebbero 163. Si tratta di cifre riportate dal consigliere, che il comunicato non accompagna con serie statistiche o un periodo di riferimento dettagliato. La richiesta politica avanzata riguarda fondi e bonus per il comparto, il mantenimento delle risorse europee FEAMPA e misure che favoriscano nuove generazioni di lavoratori.

Il confronto di Chioggia non conclude la discussione sulla politica della pesca. L’appello di Perini, ripreso da Morosin, chiede che le esigenze delle marinerie arrivino ai livelli istituzionali competenti. Gli eventuali interventi richiederanno atti e stanziamenti successivi; per ora l’aggiornamento concreto è che le criticità sono state esposte direttamente durante la visita europea.