Piano casa del Governo Meloni, oggi a Vicenza la protesta dei sindacati inquilini: “La casa è un diritto non un profitto”

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La protesta dei sindacati inquilini davanti alla Prefettura di Vicenza contro il Piano Casa, martedì 23 giugno 2026

Una cinquantina di persone in rappresentanza dei sindacati degli inquilini si è radunata nella tarda mattinata di oggi, martedì 23 giugno 2026, per circa un’ora e mezza, all’esterno della Prefettura di Vicenza.

Il sit-in pacifico, che ha visto l’adesione unitaria di Sunia, Sicet, Uniat e Unione Inquilini, fa parte di una mobilitazione nazionale più ampia ma anche regionale, con presidi davanti a tutte le Prefetture dei capoluoghi del Veneto.

Sindacati inquilini A Roma, in Veneto, a Vicenza contro il Piano Casa

Anche nel caso della protesta berica – come anticipato ieri – c’è la netta e dura critica al “Piano Casa” varato dal Governo, un provvedimento nazionale giudicato dai rappresentanti degli inquilini del tutto inadeguato e incapace di rispondere alla drammatica emergenza abitativa che sta colpendo migliaia di famiglie, studenti e lavoratori nel vicentino e in tutta la regione.

Durante la protesta davanti alla Prefettura di Vicenza è stato esposto uno striscione che occupava la carreggiata e che riassumeva lo spirito della piazza con lo slogan “La casa è un diritto non un profitto“.

Secondo quanto spiegato dai sindacalisti presenti, il testo normativo ha profondamente deluso le aspettative e rischia di portare soltanto le briciole ai meno abbienti che avrebbero diritto alle case popolari. Sotto accusa è finito in particolare il decreto legge dello scorso maggio, in discussione in Parlamento proprio in questi giorni, che prevede tra le altre cose la vendita del patrimonio Erp, una scelta che secondo i sindacati finirà per depauperare gravemente l’edilizia pubblica sul territorio.

I quattro nodi cruciali contestati dai sindacati degli inquilini si concentrano proprio sulla progressiva dismissione degli immobili pubblici e sulla totale assenza di tetti agli affitti privati. La mancanza di misure per calmierare i canoni rischia di lasciare i cittadini alla mercé di rincari insostenibili nel mercato libero. A questo si aggiungono le forti preoccupazioni per un eccessivo affidamento ai fondi privati nazionali ed esteri, con il rischio di favorire manovre speculative, e il meccanismo del social housing, il cui vincolo di edilizia convenzionata cessa dopo soli dodici anni, un termine temporale ritenuto troppo breve che potrebbe trasformare un intervento di natura sociale in una speculazione immobiliare nel medio periodo.

La protesta a Vicenza

Al presidio vicentino erano presenti, tra gli altri, il segretario generale della Cgil Vicenza, Giancarlo Puggioni, e il segretario del Sunia di Vicenza, Francesco Brasco. Quest’ultimo ha lanciato un forte grido d’allarme spiegando che, di fronte a un Paese in cui aumenta costantemente il numero degli aventi diritto all’alloggio sociale o Erp, il Governo ha trovato il modo di peggiorare la situazione. Il rischio concreto paventato da Brasco è che tra qualche anno le città debbano assistere al drammatico ritorno alle baraccopoli del dopoguerra, a causa dell’altissimo numero di famiglie che si ritrovano totalmente escluse dal mercato degli affitti.

La manifestazione di Vicenza ha ospitato anche l’intervento del segretario generale del Sunia Veneto, Emilio Viafora, il quale ha ribadito come il Piano Casa nazionale sia frutto di un mancato coinvolgimento.

“Questa scelta di esclusione delle parti sociali, in primis dei sindacati inquilini, non può e non deve coinvolgere anche la questione degli sfratti – ha detto -: in un momento di crisi economica come quello in cui stiamo vivendo è inaccettabile che si renda più semplice sfrattare chi è in difficoltà.

Proprio per questo, diventa ancora più urgente che la Regione Veneto si assuma le proprie responsabilità: non possiamo più aspettare le risposte che da Roma non arrivano. È indispensabile che la Regione adotti immediatamente misure concrete sul territorio per contrastare l’emergenza abitativa in Veneto, stanziando risorse per il fondo affitti e investendo seriamente nella ristrutturazione degli alloggi pubblici sfitti”, ha concluso Viafora.