
È in programma domani, martedì 23 giugno 2026, di fronte la prefettura di Vicenza, a partire dalle 11 la protesta dei sindacati degli inquilini contro il Piano casa del Governo Meloni.
Si tratta di una mobilitazione nazionale prevista a Roma domani, con repliche in contemporanea in molte città italiane.
Piano Casa, in piazza Sunia Vicenza e Unione inquilini
Il Piano casa, spiegano Sunia Vicenza e Unione inquilini, sigle sindacali che saranno domani mattina di fronte la prefettura, “ha deluso le aspettative e porta davvero le briciole ai meno abbienti che hanno diritto alle case popolari.
Il decreto legge del maggio scorso, in Parlamento in questi giorni, prevede anche la vendita del patrimonio ERP, depauperando quindi il patrimonio pubblico.
Al presidio con SUNIA e l’Unione Inquilini seguirà un punto stampa. Sarà presente il segretario generale del SUNIA del Veneto, Emilio Viafora, e il segretario generale della Cgil di Vicenza Giancarlo Puggioni.
“Di fronte ad un Paese in cui aumenta il numero degli aventi diritto all’alloggio sociale (case popolari o ERP) – afferma il segretario del SUNIA Francesco Brasco – il Governo trova il modo di peggiorare la situazione: tra qualche anno nelle nostre città torneremo alle baraccopoli del dopoguerra perché troppe sono le famiglie escluse dal mercato degli affitti.
Palazzo Chigi doveva semplicemente trovare risorse da distribuire a Regioni e Comuni per finanziare la manutenzione e il recupero delle tante case popolari vuote: solo Palazzo Trissino ne possiede 450 e ogni due anni le famiglie che hanno diritto alla casa popolare a Vicenza città sono mille.
“Il governo avrebbe dovuto dare gli strumenti alle amministrazioni delle città d’arte, tra cui anche Vicenza – continua Brasco -, per regolamentare il mercato selvaggio degli affitti brevi turistici che tolgono tante case alla cittadinanza, incentivare i proprietari ad affittare a meno e offrire la possibilità di costituire fondi di rotazione per garantire meglio i privati che affittano contro le morosità. E invece dà in mano la ‘governance’ degli alloggi sociali a dei commissari che scavalcano regioni e comuni e soprattutto che avranno la licenza di svendere per fare cassa”.




































