Piatti tipici veneti a rischio, proposta una legge regionale con registro e settimana dedicata

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Piatti tipici veneti con polenta e preparazione tradizionale

La Sesta commissione ha avviato l’esame del progetto di legge sul registro delle ricette a rischio. Nominati anche due componenti della Consulta della Cultura.

I piatti tipici veneti che rischiano di scomparire potrebbero entrare in un registro regionale dedicato. Il progetto di legge numero 82 è stato illustrato nella Sesta commissione del Consiglio regionale, come emerge dai comunicati ufficiali di Palazzo Ferro Fini dedicati alla seduta del 16 settembre.

La proposta, presentata dal consigliere Cristiano Corazzari della Lega-Liga Veneta, punta a raccogliere ricette storiche, territori di riferimento e tradizioni locali. Il tema incontra esperienze già radicate nel Vicentino, come la Festa del Bacalà alla Vicentina di Sandrigo, nella quale gastronomia, associazionismo e promozione territoriale si intrecciano.

Le iscrizioni al registro potrebbero essere promosse dai Comuni, anche su proposta di associazioni culturali, realtà enogastronomiche e Pro Loco. Il testo prevede inoltre iniziative rivolte alle scuole e agli istituti alberghieri, con l’intento di favorire la trasmissione delle conoscenze tra generazioni.

Piatti tipici veneti, registro, scuole e promozione territoriale

Corazzari collega la tutela delle ricette alla valorizzazione dei prodotti locali, al turismo e alle attività di ristorazione. Tra le misure annunciate figurano una “Settimana della tradizione enogastronomica veneta” e azioni promozionali per gli esercizi che mantengono vive le preparazioni storiche.

Nella stessa seduta la commissione presieduta da Enoch Soranzo ha designato Laura Besio e Monica Sambo quali componenti della Consulta regionale della Cultura prevista dalla legge regionale 17 del 2019. È stato inoltre illustrato un secondo progetto di legge, dedicato alla disciplina delle associazioni Pro Loco del Veneto.

Le valutazioni sull’identità e sul rischio di perdita delle tradizioni sono attribuite al proponente. L’effettiva istituzione del registro dipenderà dall’iter consiliare e dal testo che arriverà all’Aula. Per i piatti tipici veneti, la proposta prova intanto a trasformare la memoria gastronomica in una politica culturale regionale, mettendo in relazione Comuni, scuole, associazioni, ristorazione e comunità locali.