
Coalizione Civica Sinistra Verdi e Partito Democratico chiedono clausole più rigorose nelle gare comunali, verifiche sui subappalti e monitoraggio delle retribuzioni.
Una mozione sul salario minimo negli appalti di Vicenza propone che il Comune persegua una retribuzione globale oraria non inferiore a 11 euro lordi, nei limiti consentiti dalla normativa. Il testo è stato depositato in Consiglio comunale da esponenti di Coalizione Civica Sinistra Verdi e Partito Democratico. Atti e sedute dell’assemblea sono consultabili sul sito del Consiglio comunale di Vicenza.
La mozione parte dai dati sul lavoro povero: richiama il rapporto Istat 2024, secondo cui l’11,5 per cento degli occupati italiani è a rischio di povertà, e una stima Cgil che indica 465 mila lavoratrici e lavoratori veneti con reddito annuo lordo inferiore a 11 mila euro. I promotori ritengono che gli enti locali possano intervenire sulla qualità dell’occupazione generata dalla spesa pubblica.
La proposta si collega al dibattito regionale sulla retribuzione minima negli appalti pubblici del Veneto. Per le gare, gli affidamenti e le concessioni comunali, il testo chiede l’indicazione del contratto collettivo più attinente all’attività, sottoscritto dalle organizzazioni maggiormente rappresentative, secondo il Codice dei contratti.
Salario minimo negli appalti di Vicenza, controlli e subappalti
Tra gli impegni indicati figurano la verifica dell’equivalenza di eventuali contratti diversi dichiarati dalle imprese e l’inserimento di clausole specifiche per i subappalti. La mozione chiede inoltre controlli durante l’esecuzione dei servizi, così che le condizioni dichiarate nella procedura non rimangano soltanto formali.
L’indirizzo dovrebbe essere trasmesso anche ai rappresentanti del Comune nelle società controllate e partecipate. Sono previsti incontri periodici con le organizzazioni sindacali e una relazione alla commissione consiliare competente, per verificare l’applicazione delle misure e gli effetti sulle lavoratrici e sui lavoratori coinvolti.
Il salario minimo negli appalti di Vicenza dovrà ora essere discusso politicamente e valutato sotto il profilo giuridico. La soglia degli 11 euro è formulata come obiettivo da perseguire attraverso gli strumenti disponibili: il confronto in aula chiarirà quali impegni l’amministrazione accetterà e come potranno essere tradotti nei futuri capitolati.

































