Liceo Buratti, Nando dalla Chiesa sostiene la richiesta di coprire la scritta fascista

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Scritta fascista al liceo Buratti, immagine simbolica di scuola e memoria democratica

Nando dalla Chiesa sostiene la mobilitazione che chiede alla Provincia di Viterbo di ricoprire la scritta «Casa del Balilla» sul liceo Buratti.

La scritta fascista al liceo Buratti di Viterbo torna al centro del confronto pubblico. Il Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera rende noto che il sociologo Nando dalla Chiesa ha espresso apprezzamento e sostegno alla mobilitazione che chiede di non lasciare visibile la dicitura «Casa del Balilla» sulla facciata dell’istituto. La vicenda riguarda una scuola intitolata a Mariano Buratti, docente, finanziere e comandante partigiano, ricordato anche nel resoconto del Senato dedicato al caso del liceo.

La presa di posizione è contenuta in una nota firmata dal centro viterbese. Il documento riferisce che dalla Chiesa si è unito ad altre personalità, tra cui Giancarla Codrignani e Riccardo Orioles, nel sostenere la richiesta rivolta alla Provincia di Viterbo, ente competente per l’edificio scolastico.

Il tema si inserisce nel più ampio dibattito nazionale su memoria pubblica, antifascismo e uso degli edifici storici. Un confronto analogo tra tutela della partecipazione democratica e condanna della violenza politica è emerso anche nell’intervento sull’aggressione denunciata a Venezia.

Scritta fascista al liceo Buratti, la richiesta alla Provincia di Viterbo

Secondo la ricostruzione proposta dal Centro di ricerca per la pace, durante i lavori di manutenzione straordinaria sulla sede di via Tommaso Carletti sarebbero riemersi frammenti della scritta risalente all’epoca in cui l’edificio ospitava l’Opera nazionale Balilla. Dal dopoguerra la dicitura era rimasta coperta; al momento, precisa la nota, la facciata è ancora interessata dal cantiere e non sarebbe stata resa pubblica una decisione definitiva dell’amministrazione provinciale.

Il centro sostiene che il ripristino visibile della scritta sarebbe incompatibile con l’identità attuale dell’edificio e con l’intitolazione a Mariano Buratti, ucciso nel 1944 dopo la cattura e la detenzione nelle carceri nazifasciste. Il giudizio sulla compatibilità giuridica della dicitura è formulato dai promotori della mobilitazione e viene qui riportato come loro posizione, non come accertamento giudiziario.

Nelle settimane precedenti il responsabile del centro, Peppe Sini, aveva indirizzato lettere alla Provincia, ai ministri dell’Istruzione e dell’Interno, al Presidente della Repubblica e ad altre istituzioni. L’obiettivo dichiarato è ottenere che la scritta venga nuovamente ricoperta, mantenendo separata la conservazione storica dall’esposizione monumentale sulla facciata di una scuola pubblica.

Il sostegno di Nando dalla Chiesa dà ora alla mobilitazione una proiezione nazionale. La scritta fascista al liceo Buratti diventa così il punto di partenza di una discussione che riguarda il rapporto tra restauro, memoria della Resistenza e messaggio educativo trasmesso dagli spazi scolastici.