
“No alle generalizzazioni”, afferma Luca Poncato, consigliere comunale di Vicenza e capogruppo della Lista Tosetto, in riferimento alla polemiche emerse in merito alla Adunata degli Alpini in programma a Genova.
Nel capoluogo ligure, infatti, sono recentemente apparse su alcuni muri nel centro storico delle scritte contro l’Adunata Nazionale degli Alpini che arriverà in città dall’8 al 10 maggio. Tra queste: “Alpini e militari molestie seriali”, “Attenzione Alpini molestatori in città”, “Remigriamo gli Alpini”.
“Le polemiche che in questi giorni stanno investendo il corpo degli Alpini, in vista dell’adunata di Genova, meritano una riflessione più lucida e meno emotiva di quella che spesso emerge nel dibattito pubblico – sostiene Luca Poncato -.
Leggere quelle scritte e apprendere di accuse di mascolinità tossica non può che suscitare sconcerto. Non solo per il tono ed il contenuto offensivo, ma soprattutto per il principio che sottende: la generalizzazione. Un meccanismo tanto semplice quanto pericoloso, che trasforma le responsabilità individuali, seppur gravi e da esecrare senza alcuna esitazione, in colpe collettive.
Sia chiaro – prosegue il capogruppo della Lista Tosetto -: qualsiasi forma di molestia o violenza di qualunque natura deve essere condannata con fermezza assoluta. Non esistono attenuanti, né giustificazioni. Ma proprio per questo, attribuire tali comportamenti a un intero Corpo che fin da subito ha preso le distanze dagli episodi inaccettabili del passato significa indebolire la stessa forza della condanna, rendendola meno precisa e in ultima analisi meno efficace”.
Secondo Poncato la storia delle adunate è fatta anche di molto altro e cita ad esempio quanto avvenuto a Vicenza nel 2024, conclusasi “senza episodi rilevanti, a testimonianza del fatto che non esiste alcun automatismo tra appartenenza e comportamento scorretto”, sentenzia il consigliere.
“Una meritata celebrazione per il Corpo degli Alpini è stata una bellissima festa per tutta la Città di Vicenza. Sono certo che così sarà anche a Genova dove le scritte, come ha rassicurato la consigliera delegata all’evento, Vittoria Canessa, verranno prontamente rimosse. Il rischio dell’etichette collettive è noto: oggi colpisce un gruppo, domani potrebbe colpirne un altro. Non possiamo accettare l’idea che tutti gli appartenenti ad una categoria siano colpevoli per definizione, così come non possiamo ritenere che nazionalità, genere, appartenenza sociale, professione, orientamento sessuale determinino automaticamente la condotta di una persona. La generalizzazione è sempre e comunque sbagliata in quanto scorciatoia che semplifica troppo la realtà e finisce per colpire chi non centra nulla”.
Poncato prosegue ricordando come della comunità degli Alpini facciano parte “anche molte donne“, oltre che l’importante ruolo nel sistema di protezione civile e nel volontariato. “Non va dimenticata la presenza quotidiana sul territorio: in molte città, come a Vicenza, i gruppi di Alpini svolgono attività di presidio e supporto alla Cittadinanza, in forma completamente volontaria, contribuendo in modo concreto alla sicurezza ed al benessere collettivo”, afferma il consigliere.
“Difendere questa realtà – aggiunge – non significa chiudere gli occhi di fronte eventuali episodi critici, ma rifiutare una narrazione che, semplificando, rischia di essere ingiusta.
La sfida, oggi più che mai, è mantenere uno sguardo equilibrato: condannare senza ambiguità chi sbaglia, ma senza trasformare una minoranza di idioti in un marchio per tutti. Quindi, No alle etichette collettive! Sì agli Alpini ringraziandoli per tutto quello che fanno!
Vicenza resta a Vostra disposizione per ospitarvi ancora e sempre”, conclude Luca Poncato.




































